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sua forma. Nel secolo XVII le fu aggiunto un pronao a colonne e fu aperta una trifora pure a colonne al luogo della finestra rotonda del secolo XIV.

L’apparecchio della facciata è fatto di conci rettangolari di granito schistoso saliente fino al di sopra della porta, e di conci più piccoli ed irregolari nella parte superiore (Fig. 11 e 12). Le parti laterali, affiancate dai piccoli campaùili, hanno finestruole a doppio squarcio che illuminano le navate minori ed i matronei. Esse appaiono quasi slegate dalla parte centrale, e non costituiscono con essa un partito decorativo unico, non essendo, come di solito accade, terminate da cornici aventi lo stesso andamento e la stessa inclinazione della centrale. La necessità di coprire con falde di tetto gli accessi dalle scale dei campanlii ai sottotetti dei matronei, falde che si appoggiano ai muri frontali con andamento orizzontale, spiega questa slegatura.

I campanili (Fig. 13) sono illuminati da feritoie e da finestre bifore con capitelli a mensola sulle quattro loro fronti, ed il loro apparecchio è simile a quello della facciata.

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Quanto dicemmo dei caratteri costruttivi e stilistici di queste opere, quanto mostrano i disegni e le fotografie che accompagnano questo scritto, quanto fanno presumere i confronti che si possono così stabilire, mi inducono a pensare di non essere lontano dal vero assegnando le parti fin qui descritte della chiesa all’epoca compresa tra la seconda metà del X ed il principio dell’XI secolo.

Ciò concorda infatti perfettamente con quanto conosciamo della storia dell’isola di S. Giulio, poichè è certo che durante gli assedi sostenuti da questa nel 956 e nel 962 la chiesa d’allora, che si trovava ad una estremità dell’isola ed era quindi esposta alle dirette offese portatele dal lago che quasi la lambiva, abbia per esse