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libro primo 47

627Passa il fulmine in ver per le pareti
Come voce e clamor; divien rovente
Nel foco il ferro; per calor gagliardo
630Spaccansi pur, fatti ferventi, i sassi;
Sciolto da gran calor liquido scorre
Il rigid’oro; da la fiamma vinto
633Anche del bronzo il duro ghiaccio struggesi;
Il caldo e il freddo penetral traversa
L’argento: giacché in man, secondo il rito,
636Tenendo il nappo, o questo o quel sentiamo,
Quand’alto in lui le dolci linfe infondansi;
Sembra però che tra le cose tutte
639Cosa alcuna non sia di corpo solido.
Ma perché la ragion vera m’incalza
E la sostanza de le cose, aspetta
642Fin che con pochi versi io ti dichiari,
Che quelli che insegniamo esser principj
E semi de le cose, onde la somma
645Creata de le cose ora si forma,
Quelli han solido il corpo e sono eterni.
     Or, poichè si trovò che due nature
648Esistono di cose onninamente
Dissimili tra loro, il corpo e il vuoto,
Ove le cose han movimento, è forza
651Che a sè ciascuna e per sè stessa esista.
Imperocchè dove lo spazio vaca,
Ciò che vuoto appelliam, là non è corpo;