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AVVERTENZA



Ho condotto questa versione sul testo emendato da C. Lachmann (edit. quarta Berolini MDCCCLXXI) valendomi del Commentario (tertium editus Berolini MDCCCLXVI); senza trascurare la recensione del Bernays (Lipsig, sumpt. et typis B. L. Teubneri MDCCCLXII) e temperando le audacie filologiche del primo con l’ajuto delle migliori edizioni e dell’opera magistrale di H. A. I. Munro: T. Lucreti Cari: De rerum natura, libri sex with notes and a translation, third edition revised throughout II vol. Cambridge, Deighton Bell and Co. London Bell and Daldy, 1873.

Riguardo al titolo, giova riferire una nota di Constant Martha nel suo studio eccellente sul poema di Lucrezio 2 edit. Paris 1873, Chap. VII, p. 222: «Je ne sais pourquoi on s’obstine à traduìre le titre du poëme par ces mots: De la nature des choses. Les deux mots «rerum natura» répondent à ce que nous appellons La Nature, ce qui est fort différent, surtout aupoint de vue de la science

Nei versi preceduti da una M. ho preferito la lezione del Munro. Quelli chiusi in [] son creduti dal Lachmann fuori di posto. Delle lacune ho segnate soltanto le principali; le altre ho colmate, seguendo il senso, o la lezione proposta da’ più reputati editori, non tralasciando di notare in corsivo le parole ed i versi aggiunti.