Pagina:La Natura.djvu/131


libro secondo 131

Non si opponga, è mestier ch’ivi si faccia
E si compia di certo alcuna cosa.
1383Or se de’ semi la dovizia è tanta
Ch’enumerar non li potría la vita
Tutta degli animali, e la natura
1386Ha la stessa energía che in ogni loco
Vibrar li possa e per la stessa legge
Onde qui li ha vibrati e insiem congiunti,
1389È forza confessar, che in altre parti
Altre terre vi sono, altre famiglie
D’uomini varj e stirpi altre di fiere.
     1392S’aggiunga a ciò, che non è cosa al mondo
Che si generi e cresca unica e sola,
Chè ogni cosa a una classe ognor pertiene,
1395E ve n’ha molte ne la specie stessa.
Così fra gli animali, inclito Memmio,
Troverai primamente esser le fiere
1398Montivaghe, così la generata
Umana prole, così infin le mute
Greggie degli squamigeri ed i corpi
1401Quanti mai son de’ volitanti augelli.
Per eguale ragion pensar si debbe,
Che il ciel, la terra, il Sol, la luna, il mare,
1404Tutti gli esseri infin soli non sono,
Ma innumerabilmente anzi infiniti;
E quindi il termin de la vita han fisso