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LIBRO SECONDO



Ritratto fisionomico di re Carlo-Alberto. — Quadro analitico dei popoli per lui governati. — Mutamenti amministrativi nel Regno. — Conseguenze dei moti italiani nella Repubblica di San-Marino. — Rivoluzione nel principato di Monaco. — Florestano I. — Regolo del suo governo. — Effetti dell’assolutismo in Italia. — Subugli popolareschi in Livorno. — Il ministero Ridolfi. — Gli agitatori in mano del governo. — Napoli e Sicilia. — Ordini interni tristissimi. — Manifestazioni napoletane. — Il dodicesimo giorno del 48 in Palermo. — Sommossa nell’isola. — Tumulti nelle provincie continentali. — I tardi decreti del re rifiutati. — Lieti successi del popolo armato in Sicilia. — Monsignor Cocle e il ministro Del Carretto. — Loro esiglio dal Regno. — Il 29 gennaio. — Ferdinando II. — Sua educazione, suoi istinti. — A guasta corte, corrotta società. — Esercito agguerrito. — Il primo Ministero Costituzionale. — Riflessioni su tai mutamenti rispetto alla Italia.


Perchè la narrazione degli eventi proceda interamente chiara di cosa in cosa, fa d’uopo ch’io qui l’arresti per parlare a lungo d’un uomo che tanta speranza pur dava alle liete sorti della misera Italia. Così, dinanzi il pensiero balenerà la causa pria dell’effetto. Presenterò in complesso il principe, le sue riforme, le doppie intenzioni nel volere il pubblico bene, le incerte tendenze, lo imperar senza legamento, a seconda dei casi e delle civili condizioni de’ proprii soggetti, l’unico e permanente consiglio suo. Non v’è cuore italiano che in due epoche fortunose non abbia battuto più rapido al nuncio di tanto nome! Non v’è labbro, nè penna che per due volte, sentenziando sulle apparenze, non abbia ingigantito la fiducia e i sospetti, i rancori e le simpatie che in lui si adunavano! Soverchiamente grande fu la impresa abbracciata, diffuse le volontà, scarsa la prudenza, mutabili i propositi. Volemmo ed osammo troppo. E la colpa, di tutti!

Carlo-Alberto, nato della famiglia di Savoia-Carignano, saliva al trono nel 1834 — anno di fatali minacce alle corone dei despoti! — succedendo a re Carlo-Felice, morto ultimo principe del ramo primogenito della casa Sabauda. La politica bufera che nello scorcio del passato secolo gl’inveterati ordini Europei scardinò, travolgendo e popoli e reggitori in un abisso d’invasioni, di sanguinose sciagure e d’idee affatto nuove, lui colpiva ancora fanciullo e co’ genitori balzavalo in Francia, ove con cura veniva educato nelle libere e militari discipline. Ed egli di.queste per siffatto modo invaghivasi che, rabbonacciate le cose e tornato in patria principe ereditario del suo cugino, molto si piacque della compagnia de’ generosi sollecitatori del pubblico bene, i quali nutrivano sentimenti di nazionale indipendenza, e di quei che ne’ napoleonici cimenti avevano sostenuto l’onore delle armi Italiane. La cecità dei ristorati governi, spingendo dopo non molto Spagna e Napoli alla rivolta, mosse eziandio le elette classi del paese Subalpino ad imitarla; queste