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mento, come per analoghe ragioni si può dire del tronco Piacenza-Cremona, nella spesa della linea montana Genova-Bobbio-Piacenza; mentre poi contribuirebbe a dare maggior valore commerciale alla linea, coll’accorciare ancora il percorso da Genova al Brennero di almeno altri 28 chilometri.

E così, il risparmio complessivo da Genova a Domegliara, sulla linea del Brennero, sarebbe in cifra tonda di 50 chilometri.

Però la costruzione di questa nuova linea diretta da Cremona a Domegliara non preme. Basterà accingersi all’opera allorché starà per compiersi la traversata dell’Appennino, la quale naturalmente richiederà parecchi anni di lavoro, mentre quella, che si può chiamare una grande accorciatoia attraverso la pianura lombarda, potrà compiersi senza difficoltà di sorta in brevissimo tempo.

Arrivati a tal punto, ci rimarrebbe a dire della importanza strategica di questa nuova traversata dell’Appennino, di cui abbiamo sin qui discorso.

Ma, dopo di avere accennato al suo carattere di via di comunicazione coperta dalle offese da ponente, fra le due piazze di Genova e di Piacenza, fra il mare ed il medio Po, basterebbe ricordare che tutti i nostri generali, i quali scrissero nell’ultimo trentennio sulla difesa d’Italia, Ricci, Gandolfi, Bruzzo, Sironi, Veroggio, tutti misero in evidenza la somma importanza militare di Piacenza; e ricordare inoltre che la Commissione permanente di difesa, di cui facevano parte quelle illustrazioni dell’esercito, che furono Cosenz, Pianell e Menabrea, considerò Piacenza «gran piazza di guerra con campo trincerato, perno centrale di manovra a cavallo del Po».

Pur non possiamo trattenerci dal citare il giudizio del più