Pagina:La Cicceide legittima.djvu/177

170

L’Autore sollecita il ritorno di Primavera nel mentre che compone sopra D. Ciccio.

ii.
O
Primavera, Gioventù dell’Anno,

     Genitrice bellissima di fiori,
     D’erbe novelle, e di novelli amori,
     4A cui Ciel, Terra, e Mare applausi fanno.
Tu, per cui verso il Mar correndo vanno
     Dal gel, che gli stringea, sciolti gli umori,
     E tra le fronde i volator canori
     8Co’ zefiretti a gareggiar si stanno.
Deh riedi, o bella, e le tue man rosate
     Spargan la sù dal Cielo in ogni parte
     11Di Gigli, e Gelsomin piogge odorate.
Così sien le poetiche risate,
     Ch’io formo per D. Ciccio in queste carte
     14Dal riso de’ tuoi fiori accompagnate.


Incertezza da chi descenda D. Ciccio.
Al Sig. Giulio Balestrieri.

iii.
G
Iulio, D. Ciccio è un Animal, né questo

     Par, che si controverta,
     Essendo cosa indubitata, e certa:
     4Sol de la Spezie, o Razza
     Diversamente si discorre in Piazza,
     Ma il più gentil capriccio,
     Che fra molti l’altr’jer se ne sentisse,
     8Fù quel d’un bell’umor, che così disse:
     Qual dal Capo d’un Giove uscì Minerva,
     Tal, da quel d’un Giovenco uscì D. Ciccio,
     E quindi è, ch’ei conserva
     12Non una sola, o due,
     Ma tutte in se le qualità del bue.



S'esa-