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l'ombra del passato 87


— Lo vedete, com’è disobbediente? — disse la zia. — È cattivo anche quando dorme.

— Ohibò !

Egli credette che Davide si beffasse un po’ della Tognina, e si mise a ridere. Ma il giovinotto lo guardò, severo, con quei suoi occhi vicini e fìssi come quelli di un uccello da preda. Ed egli ebbe di nuovo paura e soggezione di lui. S’alzò e raggiunse la zolfanellaja.

— Ma io vorrei sapere cosa dicono! Perchè non vogliono che io senta? — le chiese, desolato, tirandole la veste.

La donna era pensierosa: più che al colloquio tra il figliastro e la ricca vicina ella doveva pensare a qualche cosa di lontano, di vago, oltre il tempo e lo spazio, perchè mormorò come fra sè:

— Verrà un giorno! Verrà!

E Adone si mise a ridere, come se qualcuno gli facesse il solletico: come lui ai figli del Pirloccia, la Müton gli sembrava un po’ matta.

Egli non seppe mai che cosa Davide disse quella sera a Tognina; ma fin dal giorno dopo si accorse che la zia non ostacolava oltre i suoi progetti di studio.

— Se vuoi andare a scuola a Viadana, va pure, — ella gli disse. — Basta però che tu non mi faccia