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stambecco. 477

stall significante propriamente “stazione, luogo, stalla”. Questo ceppo era diffusissimo in tutte le lingue ger. dove troviamo: aat. mat. stal [genit. stalles] luogo, spazio, posizione, puntello, sostegno, da cui tm. Stall stalla, scuderia; poi anrd. stalla, stalla, luogo; ags. steall, stall, ing. stall, scuderia luogo, ol. stal posto forte. Secondo il Kluge il sig. dell’aat. era quello di “soggiorno, luogo di dimora, posto, stallo”; ma l’originario era identico a quello di tm. Stelle della stessa radice, cioè “luogo, posto, sito”. Il ceppo ger. da cui anche tm. stellen porre, collocare, spetta a rad. idg. sthel che dentro al campo ger. appare altresì in still quieto, Stollen colonnetta e Stiel manico, picciuolo. Il Mackel pone il nome rom. fra le parole del suo primo gruppo: è quindi antichissimo; ed effettivamente ebbe una diffusione immensa nel bl. sotto le forme di stallum, stallus, stalla sempre nel signif. di “locus ubi quis habitat sedet aut stat”. Stallus appare già in Francia all’an. 1032 in Charta di Ledoino abb. di S. Vedasto, stallum in Charta di Goffredo vescovo di Langres all’an. 1164, stalla in Regest. Priorat di Cokesford in Inghilterra. Bl. stalla vale anche “sede dei mercanti”, come rilevasi da una carta fr. all’an. 1408. Un composto bl. notevolissimo è installare “porre in seggio” che figura presso il Brompton all’an. 1088; e un deriv. è stallagium “diritto di tributo per lo stallo”. Il tm. Stall ha conservato solo il signif. dell’it. stalla e non quelli di stallo. Il fr. dal suo estal ha cavato derivati più numerosi e più importanti di quelli italiani. Tali sono: vb. étaler porre in mostra perfettamente corrispondente a fiamm. staelen, stellen die waaren porre in vendita le merci, e detaler piegare il bagaglio.

Stambecco, sorta di capra selvatica (Mor. S. Greg.). Rispondono; lad. stambuoh e afr. boucestain con inversione. La base è aat. steinboch stainboch-bok, donde mat. steinboch tm. Steinbock d’ug. sig. Il nome ger. è