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ronzare. 405

in it. ci fa capire che lo dovette in qualche tempo presentare, e probabilmente al tempo dei Longobardi che introdussero il vb. mentre nell’età posteriori, quelle della fioritura letteraria dell’aat., il signif. materiale e primitivo non lasciò traccia di sè. Questo nome aat. hrôm, rûm, donde tm. Rühm, gloria, è notevole anche perchè entra come primo elemento in parecchi nomi proprii. Tali sono: Rudolf Robert Roderich, it. Rodolfo Roberto Rodrigo ecc. Non c’entra nella forma vista di sopra, ma in una forma sorella che è aat. hruod-ruod, anrd. hródr, ags. hréth, che riposa anch’essa sulla radice ger. hrô, che appare anche nel got. hrôtheigs, vittorioso. Rad. ger. hrô poi secondo il Kluge risale a idg. kar krà, a cui spetta anche sans. kir, magnificare, e kirti, gloria. Deriv.: romio.

Ronzare, rombare, rumoreggiare proprio degl’insetti nel volare (Pulci L., Medici, Poliziano). Lo sp. ronzar roznar = romoreggiare masticando. La base è aat. runazzân che ha per forme secondarie rûnazjan rûnazzen runzen rûnezôn; di qui mat. rûnzen, susurrare, bisbigliare, mormorare. L’it. dovette procedere immediatamente da una forma aat. runzôn. Ma vb. aat. runzôn era forma rinforzata di aat. rûnên, mat. rûnen rounen, rûmen, anrd. rûnian, ags. rûnjan d’ug. sig., da cui tm. raunen che è comune, mentre runzôn non uscì del mat. Questo vb. aat. rûnen che penetrò nell’afr. con runer d’ug. sig., runement, bisbiglio, pispiglio, e nell’a. sp. con adrunar, indovinare, è vb. denominativo che presenta una storia singolarissima dal lato dell’evoluzione logica del concetto. Mentre infatti il nome che gli era a base, got. aat. as. rûna, mat. rûne ags. rûn valeva originariamente “mistero, segreto, deliberazione segreta, colloquio, decisione”, cominciò poi nel campo dell’aat. e del mat. a significare anche “mormorare, rumoreggiare”, mentre l’anrd. rûn, sv. runa, dan. rune denotano “le antiche lettere germaniche” per la ragione che quelle lettere eran segni di una scrittura segreta. Ma il