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ganza — gara. 173


credo che abbia alcuna relazione con ganga, nome d’uno strumento di tortura usato dai Cinesi (v. Bartoli, Cina). Quanto al t. Gang, viene da mat. ganc, aat. gang, andata, l’andare; ags. gong, donde ing. gang, mucchio, truppa, gangwai, passo stretto; anrd. gangr, got. gaggs, via, gagga, gaggan, gran territorio. Spetta alla rad. ger. gang, preger. gangh [donde anche tm. gehen, ing. to go, andare); a cui rispondono sans. jánghâ, gamba, piede, lit. zengiu, camminare, prazanga, il passar sopra.

Ganza, donna amata disonestamente (Manni, Pananti, Giusti). Fu proposto da taluni il t. Gans, oca, come etim. di questa parola, per la ragione che in alcuni luoghi d’Italia le donne di questa fatta sono chiamate “oche”. Ma allora, io domando, perchè si adottò il nome tedesco di quell’uccello, e non l’italiano? Io per me, giacchè un tal vocabolo, ha evidentemente un suono t., proporrei, di trarlo dall’agg. t. ganzer-e-es, tutto. È noto che le espressioni “mio unico bene, mio tutto” sono usitatissime dagli amanti. E la voce ganza che è stata introdotta negli ultimi secoli, potrebbe essere una voce imparata dai soldati tedeschi che da tre secoli hanno stanziato in Italia. Ma questa è una mia semplice congettura. Deriv.: ganzare, ganzato, ganzerino, ganzo.

Gara, emulazione, concorrenza (Malespini, Compagni). L’etim. dall’arb. ghara, emulare, proposta dal Muratori, per quanto il senso sia identico, ci sembra esclusa non solo dal non esserci in arb. il sostantivo, ma anche dal fatto che l’arabo, ed in generale le lingue orientali, diedero alle lingue romanze termini indicanti oggetti materiali, ma non parole significanti concetti morali. S’aggiunge che il fr. accanto a gare [donde prob. il nostro] presenta l’afr. guarer e prov. guarar che da una parte non possono essere di provenienza araba (il che è confermato anche dal non trovarsi questa voce nello sp. che generalmente è stato il veicolo per l’introduzione dei vocaboli arabi nelle