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80 castaldo — castone.

sp. carpa, fr. carpe, prov. escarpa, valac. crap. Le lingue slave hanno: russo, karpù, koropù, serb. krap, lit. karpa; le quali forme sl. probabilmente vennero dal ger. L’affinità della rad. ger. col gr. κυπρίνος, l. cyprinus è molto contestata.

Castaldo, chi sotto i Longobardi (v. Muratori, Diss. X, 95-98; Diss. LXXI, p. 518; Diss. IV, p. 28) amministrava i beni del principe, e nelle terre a lui direttamente soggette esercitava l’autorità di conte; oggi “soprintendente, fattore” (Crescenzi, Boccaccio). Dal vb. got. gastaldan1, amministrare, acquistare, si formò l’agg. gastalds, possedente, amministrante. Allo Zambaldi non pare chiaro il legame fra i due significati. A me invece sembra chiarissimo, solo che si consideri che i signori castaldi erano inclinati a fare diventare loro e del principe ciò ch’era dei sudditi. Difatti abbiamo il composto got. aglaitgastalds = αίσχροκερδής, cioè “uno che acquista turpemente”. Dal vocab. got. venne il mlt. gastaldius, castaldus, gastaldio, kastaldis (Leg. Longob.), e di qui l’it., il fr. Gastaud, nome di schiatta, il vald. gastaud, vb. gastaudeiar. Deriv.: castalda, castalderia, castaldione, castaldire; venez. gastaldo.

Castone, cavo dell’anello ove si ripone la gemma (Buti, Pulci). Dall’aat. casto, chasto, kasto, mat. kaste, tm. Kasten d’ug. sig. Il got. * kasta “contenente” spetta probabilmente a rad. kasa, “vaso”, e specialmente “vaso di terra” [got. kasia, pentola]. Inverosimile ci pare l’ammettere col Canello che l’it. sia la forma francese di cassettone2, oppure il supporre con altri che sia una sincope di quest’ultimo. L’afr. era caston, chaston; il fr. è châton. Deriv.: incastonare, incastonatura, forse anche incastrare e derivati.



  1. Questo vb. si è voluto spiegare da gast, ospizio, e haldan [tm. halten], tenere: quindi varrebbe “tenere ospizio”. Ma il senso, almeno quello che noi conosciamo, non corrisponde.
  2. Difatti il fr. appare già nel sec. XIII, quando era quasi impossibile un imprestito dall’it.