Pagina:L'edera (romanzo).djvu/83


l’edera 81


— Compare Virdis... — mormorò.

— Volete che lo chiamiamo? — domandò Annesa con premura.

Egli la guardò, ma non rispose.

— Ora state meglio? Volete il dottore? — insistè Gantine, che si era seduto ai piedi del letto e non aveva intenzione di andarsene.

— Il dottore... Il dottore... Quando è che avete chiamato il dottore per me?... Un po’ d’acqua, almeno, datemi... — borbottò il vecchio. — Acqua fresca...

— Eccola.

Annesa gli accostò il bicchiere alla bocca, ma egli assaggiò appena l’acqua e la sputò dentro il bicchiere.

— È fuoco questo, non acqua... Nel pozzo non ce n’è?... Portami un po’ d’acqua fresca, almeno...

Per tener fresca l’acqua Annesa legava la brocca ad una corda e la calava nel pozzo. Uscì dunque nel cortile e tirò su la brocca, versò un bicchiere d’acqua e s’avviava per rientrare quando s’accorse che Gantine le veniva incontro.

— Che vuoi? — disse a voce alta.

Egli la prese fra le braccia, la baciò con violenza. Ella rovesciò l’acqua.

— Lasciami, — disse irritata, cercando di svincolarsi, ma egli la baciò e la strinse più forte.

— Sei o no la mia sposa? — le diceva, quasi anelando, cieco di desiderio. — Perchè mi sfuggi sempre? Perchè non vuoi mai vedermi? Prima non eri così, Annesa! Pare che tu ora non mi ami più.