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durano lungamente gli edificj con poca fatica; laonde non hanno i muratori molte volte che fare, se non squadrano legnami e lavorano le pietre, per aver la materia ad ordine di fabbricare quando fa mestieri. Vedi quanto poca fatica usano nell’apprestarsi il vestire. Quando sono al lavoro, usano vesti di cuoio o di pelle, e queste durano anni sette; quando vanno in pubblico, si mettono sopravvesti, che coprono quelle sì rozze, e le usano tutte di un colore nativo nell’isola. Così i panni di lana meno costano appo loro, che presso le altre nazioni. Il lino poi, che meno vale, è più in uso; e si considera in esso solamente la candidezza, come nella lana la mondizia; nè si apprezza più il filo, perchè sia più sottile. Così ognuno si contenta di una veste quasi per due anni, quandochè altrove non hanno abbastanza gli uomini di quattro, di cinque, e neanco di dieci di seta e di lana. Ma gli Utopiensi, avendo abito che li difende dal freddo, non sono astretti desiderarne più; quando che ivi alano è dell’altro più ornato. Pertanto esercitandosi in vili arti, avviene che in poche ore guadagnano assai; e quanto avanza loro dal vivere dispensano a ristorare le opere pubbliche. E quando non fa bisogno di questo, per pubblico editto lavorano ancora meno. Non vogliono i magistrati occupare i loro cittadini alla fatica contra lor voglia; quandochè l’istituzione della loro repubblica a questo mira specialmente, che quanto per le pubbliche necessità è lecito, si diano alle occupazioni intellettuali, in cui pensano che consista la vera felicità.


Del commercio tra i cittadini.


È ragionevole che si dichiari in che guisa i cittadini hanno commercio insieme, e trattano le loro bisogne. Essendo la città composta di famiglie, essi le fanno grandi col maritar le figliuole. Perchè vanno le giovani maritate in casa dei mariti; ma i figliuoli maschi e i discendenti rimangono nella famiglia ed ubbidiscono o al