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libro secondo 85

la miglior via, offerendosi pronti a seguirla, ma se la repubblica loro è ottima, e la religione verissima, dia ai medesimi costanza a perseverare in quella, e conduca tutti gli uomini alla medesima foggia di ben vivere, e nello stesso parere circa la religione, se però non si diletta più di tanta varietà per la sua inscrutabile sapienza. Supplicano poi che li riceva a sè dopo la morte, e che questa non sia crudele, nè strana. Fatta quest’orazione, di nuovo si piegano in terra, e poco appresso levati vanno a mangiare: il rimanente del giorno consumano in giuochi ed esercizj militari. Vi descrissi, quanto più veracemente mi è stato possibile, la forma di quella repubblica, la quale non solamente giudico ottima, ma eziandio sola, che possa con ragione esser chiamata repubblica. Perchè altrove si ragioni veramente del pubblico comodo, ma si attende al particolare. In questa da dovero si mira al ben pubblico, lasciando al tutto da parie ogni proprio utile. Chi è nelle altre repubbliche, ancorché siano fiorile e prospere, il quale non teme di morirsi per fame, se non procura piuttosto i suoi privati comodi, che il pubblico bene? Ed anco la necessità nelle altre repubbliche strigne l'uomo a far questo. Nella Utopiense, ove ogni cosa è comune, niuno teme di patire, purché sieno pieni i granaj pubblici. Perchè ivi non si distribuisce con malvagità, nè vi è alcuno povero, e quantunque niuno posseda in particolare, tutti sono nel pubblico ricchi. Perchè veramente, non avendo pensieri circa l'acquistare particolarmente, menano lieta vita con tranquillo animo. Non istanno in pena del loro vivere, non sono con domande continue dalle mogli travagliati, non temono che i figliuoli impoveriscano, nè di dotare la figliuola stanno in pensiero. Anzi sono sicuri del vivere felice dei figliuoli, nipoti e d'ogni lor discendente, ed anco di sè stessi, perchè primieramente si provvede a chi non può lavorare, come a quelli che lavorano. Ardirà alcuno di comparare l’equità di altre genti, le quali a mio parere non ne tengono ombra alcuna, con l’equità