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Un altro denaro n. 261 b rappresenta Roma insieme con una divinità.

MAXSVMVS. Testa della Libertas cinta di stefane con pileo di dietro.

R.° C. EGNATIVS CN. F. CN. N. Roma galeata, vestita di tunica e manto, che lascia però scoperta la gamba s. posata sopra una testa di lupo, col parazonio al fianco s. e colla d. appoggiata sull’asta. Al suo lato s. Venere pure astata e vestita di tunica e manto. Fra le teste delle due donne Cupido volto verso la madre. Infine a lato di ciascuna un remo inverso infisso in una prora di nave. Lettera monetale latino variante a s. - Denaro raro. Vd. n. 9 della tav.

La rappresentanza non è perfettamente dichiarata. Roma si trova in un attitudine analoga a quella del denaro di Lentulus Mar. F., ma è vestita in modo più ricco e poggia il piede s. in alto come sul denaro di Cordus, calcando però non già il globo ma il capo dell’animale sacro a Marte. Accanto a lei sta, in vece d’un altra personificazione locale, una delle maggiori divinità, la quale ha pure rapporti notissimi con Marte.

Oltre a sifatto denaro esistono anche due altri battuti da C. Egnatius nella medesima amministrazione, e importa studiarli per riconoscere meglio il concetto di quello in discorso. Eccone una breve descrizione:

Testa di Venere con Cupido.

R.° La dea Libertas in una biga coronata da Vittoria

Testa di Cupido con arco e faretra.

R.° Tempio distilo nel quale stanno Jupiter e Libertas distinti da un fulmine e da un pileo rappresentati sopra l’architrave.

Il confronto dei tre denari rivela che C. Egnatius vi ha in modo molto singolare festeggiato Libertas e Cupido. Imperciocché essi due si vedono raffigurati sopra ogni denaro, senza però essere mai congiunti l’uno coll’altra,