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terra un manicomio? L’uomo religioso tale quale lo vuole la Chiesa è un «décadent» tipico; l’epoca in cui una crisi religiosa si impossessa di un popolo, è caratterizzata sempre da un’epidemia di malattie nervose; il «mondo interiore» di un uomo religioso somiglia, fino al punto di poterli confondere, al «mondo interiore di un uomo sovreccitato e spossato; gli stati «superiori», che il cristianesimo ha posto al di sopra dell’umanità, come valore di tutti i valori, sono forme epilettoidi; la Chiesa non ha canonizzato che dementi o grandi impostori «in majorem dei honorem»... Mi sia permesso, una volta tanto, di considerare tutto il «training» della felicità e della salvazione cristiane (che oggi si studia in Inghilterra, meglio che in qualsiasi altro luogo), come una «follia circolare» prodotta metodicamente, sopra un terreno già profondamente morboso, preparato anticipatamente. Nessuno ha la libera scelta di farsi cristiano: nessuno è «convertito» al cristianesimo, è necessario essere abbastanza infermo, per esso... Noi che possediamo il «valore» della salute ed anche del disprezzo, quanto diritto abbiamo a disprezzare una religione che insegnò ad ingannarsi sul conto del corpo; che non vuol disfarsi della superstizione dell’anima; che si fa un «merito» dell’insufficienza d’alimento! che, nella salute, combatte una specie di nemico, di demonio, di tentazione! che aveva persuaso sè stessa a credere che è possibile avere un «anima perfetta», in un corpo mortale, e che ha avuto anche il bisogno di crearsi un’idea nuova della «perfezione», un essere pallido, infermiccio, fanatico fino all’idiotismo, la così detta «santità», la santità che non è di per sè stessa che la serie di sintomi di un corpo impoverito, snervato, corrotto irreparabilmente!... Il movimento cristiano, come movimento europeo, fu creato fin dal principio dall’accumulazione degli elementi di disfacimento e di discredito di tutte le classi (questi sono quelli che cercano il potere nel cristianesimo). «Non» esprime la degenerazione di una razza, ma è una conglomerazione ed un aggregato delle forme di «décadence», provenienti d’ogni parte, accumulate e che si cercano reciprocamente. «Non» è, come si crede, la corruzione della stessa antichità, dell’antichità «nobile», quella che rese possibile il cristianesimo. Non si può con bastevole violenza combattere l’idiotismo erudito che ancora oggi