Pagina:Kulmann - Saggi poetici.djvu/222


— 220 —

MOSCIO


IL RITORNO

Come sorge ridente
     Ogni alba della state,
     Così ridenti sorgono
     4De’ Numi tutt’i dì.

Non così all’uom che vive
     In questa terra, dove,
     Negra serpe, sta sempre
     8Il duolo appo ’l piacer.

L’un dell’altro lontani,
     Ora ne giugne un Nume:
     Diamo alla gioja, amici,
     12Sì fortunato dì!


IL GUERRIERO ED IL POETA

Il Guerriero

Marita all’arpa molle
     La tua femminea voce,
     E cattiva le turbe,
     4Che d’intorno ti stan.

Ed io coll’arco in mano
     Scalerò l’alto monte,
     E fra balze e dirupi
     8La capra seguirò.

Cosi m’appresto all’armi
     Ed alle fere zuffe,
     Se un dì coprir col petto
     12Fia d’uopo il patrio suol:

Se di salvar fia d’uopo
     Il Re, la sposa, i figli,
     I tempj degli Dei
     16Degli avi miei l’avel.

Il Poeta

In suol, di sangue intriso,
     Nasce ’l caduco lauro;
     L’onde sacre del Vate
     20Lo rendono immortal:
     Onde del pari ei cinge
     Ambo le regie fronti
     Del nobile Guerriero,
     Del nobile Cantor.