Pagina:Kulmann - Saggi poetici.djvu/151


— 149 —

Le più nefande imprese.
     Con promesse ed inganni
     65Seminando la cruda
     Discordia fra le genti,
     Signor divenne Astorre
     D’Isïa e d’Eteone
     E della forte Eritra.
     70Da quell’istante l’alma
     E l’invidioso sguardo
     Egli mai più ritorse
     Dall’opima Platea,
     Giovinetta rivale
     75Della vetusta Tebe,
     E splendido retaggio
     Del generoso Leito.

Mentre regnava ancora
     Il prode Arcesilao
     80Nella città novella,
     Ch’avea testè fondata,
     Il giovinetto Leito,
     Accompagnato sempre
     Dal provido Androcrate,
     85Percorre dell’Ellade
     Le superbe contrade
     E l’isole famose,
     Bramoso d’acquistare
     Chiaro nome e saviezza.
     90Ma quando Arcesilao
     Soggiacque al mite strale
     Del Dio dall’arco d’oro,
     E sen volò sereno
     Presso agli avi che lieti
     95Vivevano da Numi
     Nell’isole felici;
     Leïto, succedendo
     Alla paterna possa,
     Viene ogni dì dell’anno
     100Ad occupar la sede
     Avita, all’alte porte
     Della città natia,
     Benignamente ascolta
     Dallo spuntar del sole
     105Sino al tardo meriggio
     De’ sudditi le liti,
     E giudica conforme
     Al giusto compatendo
     All’umana fralezza. .
     110Egli compie le mura
     Spaziose, incominciate
     Dal cauto genitore,
     E i duo tempj sacrati
     A Giuno ed a Minerva,
     115Dive conservatrici
     Della città nascente.
     Ei poi le sponde innalza
     Del rovinoso fiume
     Con argini, difesa
     120Ai campi ed alle messi
     Contro il furor del crudo
     Devastatore Asopo,
     Allor che nella state,
     Gonfio di sciolte nevi
     125E repentine pioggie,
     Nel corso impetüoso
     Lidi divora e boschi.
     Con smisurati ponti
     Leïto unisce ardito
     130La splendida cittade
     Dalle dorate torri,
     Alla valle Tebana
     Coll’isola che giace
     Vezzosa in mezzo al fiume:
     135La diresti mirabile,
     Da cento e cento serti
     Di variopinti fiori
     Inghirlandata nave,
     Di real fidanzata
     140Portatrice fastosa,
     Ch’ad ambidue le sponde
     Del popoloso porto
     Legano funi, adorne
     Di varia seta e d’oro.
145Quei lavori compiti,