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Pagina:Jeans - L'Universo Misterioso, 1932.djvu/148

148 la relatività e l'etere


Di nuovo il tentativo di riguardare il fluire dell’energia come una corrente concreta è sventato. Con una corrente di acqua noi possiamo dire che una certa goccia d’acqua è ora qui, ora lì; con l’energia non è così. Il concetto del fluire dell’energia è un’immagine utile, ma conduce ad assurdità e contraddizioni se noi lo trattiamo come una realtà. Il prof. Poynting dette una formola ben conosciuta che ci dice come può immaginarsi che si propaghi l’energia; ma la sua rappresentazione è troppo artificiosa per essere trattata come una realtà; per esempio, se un ordinario ago calamitato è elettrizzato e lasciato in riposo, la formola dà una rappresentazione dell’energia emessa senza fine intorno alla calamita, che somiglia ad una catena d’innumerevoli bimbi che si danno la mano in cerchio, e danzano, per l’eternità intorno all’albero della cuccagna. Il matematico riporta l’intero problema nella realtà trattando questo fluire d’energia come un’astrazione matematica. Di più egli è costretto ad andare oltre, e trattare l’energia stessa come un’astrazione matematica — la costante d’integrazione d’una equazione differenziale.

Se egli fa così, non è più assurdo che vi siano due differenti valori per le quantità d’energia in una data regione dello spazio di quel che non sia l’esistenza di due tempi differenti nello stesso spazio, come un tempo campione e l’«ora legale» in New-York, o un tempo civile e uno siderale in un osservatorio. Se