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Pagina:Jeans - L'Universo Misterioso, 1932.djvu/13



E adesso, io dico, lasciami mostrare con un esempio come la nostra natura è illuminata o non è illuminata! Immagina di vedere un’abitazione in caverna, sottoterra, che ha verso la luce aperto l’ingresso, largo per tutta l’ampiezza della caverna; e in essa stanno, fino dalla fanciullezza loro, uomini incatenati alle gambe e al collo, sì da dover rimanere fermi lì e vedere soltanto dinnanzi a loro, ma posti dalle catene nell’impossibilità di girare il capo; e in alto e lungi arde una luce di fuoco alle loro spalle, e tra il fuoco e i prigionieri sale una strada, nella quale è costruito un muricciolo, come i ripari che stanno tra i burattinai e il pubblico, al di sopra de’ quali dan saggio de’ loro prodigi. — Vedo, disse. — Vedi adunque lungo il muricciolo passare uomini che portano suppellettili d’ogni sorta, le quali oltrepassano il muricciolo, e statue e animali di pietra e di legno e d’ogni specie, manufatti; e, com’è naturale, alcuni di quelli che portano questi oggetti parlano, altri tacciono. — Strana immagine, disse, e strani prigionieri. — Rassomigliano a noi, ripresi io. Ciascuno di questi, anzitutto, credi che veda altro se non le ombre di sè e degli altri proiettate dal fuoco sulla parete dirimpetto a loro nella spelonca? — Come mai potrebbero vedere altro, disse, dacchè si trovano costretti a tenere immobile la testa per tutta la vita? — E poi? non vedranno parimenti l’ombra sola anche degli altri oggetti portati presso al muro? — Sì.

Per essi, io dico, il vero non sarà altro letteralmente che l’ombra delle immagini.

(Platone, Repubblica, VII).

2 James Jeans - L’universo misterioso