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per ogni riguardo, legga quanto ne scrissero il Professor Igino Cocchi, il Professor Stoppani, ed altri.

L’alpinista che ama escursioni difficili e siti deserti può andare in Val d’Arni per due vie: salita la Tambura o dalla Garfagnana o dalla Lunigiana, pigliare la via della cresta come è descritto a pag. 31, oppure andare a Gronda da Massa1. Chi muove da qui prima d’arrivare al paese di Gronda troverà a sinistra un’Osteria2, pochi metri più avanti, a destra, un ponte di recente costruzione sul Frigido; in una delle spallette si legge: Ad incremento del Commercio dei Marmi — Il Municipio di Massa — Sindaco — Cav. Avv. Luigi Magnani — Costruiva nel 1868. Passi questo ponte e in 20 minuti per una strada ruotabile, ma in cattivo stato, perchè abbandonata, giunge a Renara, quattro o cinque case sparse: la valle, non molto ampia dapprima, va restringendosi sempre più, accrescendo la solitudine del paesaggio che empie di melanconia l’animo del viandante. Quando l’erta si fa sempre più ripida, si perde ogni traccia di sentiero battuto, e certo uno si smarrirebbe per quella landa, se le balze su cui si arrampica non avessero perduto il colore plumbeo, e non mostrassero una traccia biancastra per il continuo passare che vi fanno quei montanari per andare o venire dalla Val d’Arni in su quello di Massa. In alcuni punti il sentiero passa su per roccie levigate e a picco; lo scalpello ha aperto


  1. Vedi Itinerario a pag. 30 e seg.
  2. Osteria di Giuseppe Moro detto Garibaldi, vedi indicazioni utili a pag. 32.