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Pagina:Italiani illustri ritratti da Cesare Cantù Vol.2.djvu/81


vincenzo monti 71

Alla pastura intemerata e fresca
Dell’ovile roman volger le spalle
Per gir coi ciacchi di Parigi in tresca
A pascersi di ghiande,

allora esecrava i Giacobini e la libertà. Abbondavano però le seduzioni; le logge massoniche rinterzavano intelligenze; spargeansi scritture incendiarie. Ugo Bassville, segretario della legazione francese a Napoli, venne «sul Tebro a suscitar l’empie scintille», ed essendo comparso al Corso con una bandiera tricolore, il popolo se ne indignò, e trucidollo1.

Il Monti, devoto all’opinion pubblica e abituatosi a ricevere le impressioni del momento e tutto esagerare per comodo dell’arte febea, tessè su quel fatto una cantica, che rimase il titolo maggiore ali a sua gloria. Finge che l’assassinato, nel morire, volgesse il cuore a Colui che manda quaggiù, veloce al par dei nostri sospiri, il suo perdono; e che l’accolse a misericordia, ma nel suo decreto adamantino scrisse che non salirebbe all’amplesso di Dio finchè non vedesse gl’infiniti guai della Francia, e sfrenate su lei le saette dell’arco di Dio. Concetto sublime, che porge al poeta il destro di dipingere i mali della Francia, il dominante terrore, la morte di Luigi, la sua assunzione al paradiso.

La Bassvilliana è un’epopea nel vero senso, cioè un sunto poetico della civiltà d’un popolo o d’un tempo. In fatto il Monti vi ritrae i pensamenti di una grossa parte de’ suoi contemporanei; delinea l’atmosfera fra cui si trovava, e insieme la personalità sua propria, che per diritto del genio, se ne faceva l’organo, mentre passando attraverso al suo individuale, il pensiero generale prendeva una

  1. Nella vita premessa alla Bassvilliana si dice come questo piccardo, entrato in amicizia con Mirabeau e altri corifei della rivoluzione, dettasse certi elementi di Mitologia, sparsi «delle scellerate ed empie eleganze, di cui Marot aprì la fonte, e che Voltaire poscia dilatò tanto, che ne fu inondata tutta la Francia»; che, rottasi la rivoluzione, «il più grande e il più famoso degli avvenimenti politici», ne stese la storia in senso realista; ma poi, «sedotto o dal timore o dall’ambizione o dal bisogno o da tutti insieme questi motivi», si diede al democratico fanatismo; ebbe una misteriosa missione a Roma, a cui sarebbe riuscito «se avesse trovato, come sperava, la Roma di Giugurta»; che, spinto a eccessi da falsi patrioti, e massime da La Flotte, spirando ripetea: Je meurs victime d’un fou, e moriva cristianamente.