Pagina:Italiani illustri ritratti da Cesare Cantù Vol.2.djvu/35


cagliostro 27


Una volta però, invece di angeli, apparvero scimmie; un’altra fu veduto egli nelle nuvole fra Enoch ed Elia. Sperò fino, coll’ajuto della Corte, far approvare questo rito dal pontefice, come già l’Ordine teutonico; ai soliti voti aggiungendo quello di convertire i Protestanti senza violenza.

Quanto ai principi, or suggeriva la subordinazione, or la rivolta, secondo il genio degli uditori; del pontefice e della gerarchia ecclesiastica sempre diceva il peggio; molti testimoni, e principalmente la moglie, confermarono o smentirono le sue asserzioni, e che non riuscì mai se non a convertire i cattolici in miscredenti, gli atei in deisti con quelle ridicole sue prediche sui dogmi, in un gergo fra siciliano e francese, senz’ordine nè scienza. Gl’inquisitori vollero averne qualche saggio, onde escussolo sopra una temeraria allocuzione di lui sulla redenzione, scrissero fedelmente la sua difesa che diceva: — Rispondo che tutto è falso, perchè, nel mio sistema primitivo, in tutte le mie operazioni fo gran caso del serpe col pomo in bocca, che è la mia cifra, che denota la causa del peccato originale e di tutte le nostre disgrazie per cotesto: e che la redenzione di nostro signor Gesù Cristo è stata quella che l’ha trafitto, come noi dobbiamo sempre avere avanti agli occhi e nel cuore costui, come gli occhi ed il cuore sono lo specchio dell’anima; e che tutt’uomo deve essere sempre in guardia contro tutte le tentazioni diaboliche, ed in conseguenza credo tutto questo e la redenzione di nostro signor Gesù Cristo; ed avendo sempre fatto osservare questa, non è possibile che io abbia parlato come sopra, perchè sarei andato a disdire tutto quello che ho detto dapertutto».

Interrogato sul catechismo, se ne palesò affatto ignaro. Chiesto se l’uomo abbia potenza sugli spiriti celesti, rispose: — Io credo che, colla permissione di Dio, l’uomo può comandarli, perchè Dio benedetto, avanti la sua morte, ha lasciata a noi la visione beatificante e divina1, e perchè l’uomo è stato creato a similitudine di Dio, e gli angeli non sono stati creati come l’uomo, ma divinamente».

Eppure molti andavano inebbriati de’ suoi discorsi: li conservavano a mente, li ripetevano: lo considerarono come qualcosa più che umana; nelle lettere era chiamato coi titoli che si profondono oggi ad altri ciarlatani; baciargli la mano, prostrarsegli chiedendo la

  1. «Ego claritatem quam dedisti mihi, dedi eis».