Apri il menu principale

Pagina:Italiani illustri ritratti da Cesare Cantù Vol.2.djvu/27


cagliostro 19


Insomma negavansi i miracoli, ma s’accettavano le evocazioni di spiriti di Gassner, gli scongiuri di Cazotte, le potenze invisibili di Lavater: Giacomo Böhme e Martinez aveano discepoli non solo nelle reggie ma negli episcopj. Principalmente Mesmer agli animi annojati della fredda ragione e bisognosi di sensazioni variate avea preparato pascolo di fantasia e preoccupazione delle cose del mondo soprasensibile col magnetismo animale, colla bacchetta, colla vasca. Il secolo nostro non ha più ragione di riderne, come non arrivò a spiegarlo, giacchè l’ipotesi del fluido elettrico nè del fluido animale non corrispondono agli effetti, e a quest’azione della volontà sopra lo spirito altrui1.

Cagliostro accingeasi all’esperienze stesse, e ne fece sperienza in Russia, in Polonia, in Germania; che se non riuscissero ne dava colpa alla mancanza di fede, o ai peccati de’ soggetti. Egli non adoperava nè vasca nè bacchetta nè manipolazioni, bensì il solo tocco: e non voleva guadagno dalle guarigioni, anzi sollecitava i poveri a venire cercargliene, ed esibiva cinquantamila scudi per fondare un ospedale egiziano. Neppure esponeva la sua scienza all’esame degli accademici come Mesmer, ma imponeva coll’audacia, colla bella presenza, colla bizzarra magnificenza del vestire, colla pompa abbagliante. Nelle vetrine non solo, ma sui ventagli, negli anelli, in medaglioni ripeteasi la sua effigie, come ora quella di Garibaldi, e incisioni e busti e bronzi ornarono i palazzi coll’iscrizione Divo Cagliostro: gran personaggi facevangli visita; in Curlandia esibirongli i trono: Bordes nelle Lettere sulla Svizzera non rifina d’ammirarlo: «Il suo aspetto rivela il genio: i suoi occhi di fuoco leggono in fondo alle anime. Sa quasi tutte le lingue d’Europa e d’Asia; la sua eloquenza stordisce; strascina anche in quelle che meno conosce».

Eppur sappiamo che ebbe guardatura torva e spaventata, corpo deforme, carattere collerico, superbo, prepotente; senza civiltà di modi nè grazia o correzione di favella.

  1. Di questa azione della volontà sopra altri abbiamo già cenno in Marsilio Ficino, il quale dice che «l’anima, affetta da desiderj passionati, può operar non solo sul proprio corpo, ma anche s’un altro vicino, massime se questo è più debole» (De vita cœlitus comparanda, c. 20), e nel Pomponazio che scrive esservi uomini che hanno proprietà salutari e poderose, le quali si esaltano mercè la forza dell’immaginazione e del desiderio; sono spinte al di fuori per l’evaporazione, e producono effetti singolari sui corpi che le ricevono (De naturalium effectuum admirandorum causis, seu de incantationibus, pag. 44).