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Pagina:Italiani illustri ritratti da Cesare Cantù Vol.2.djvu/23


cagliostro 15

lungamente indugiossi nel 1780, accolto da chi con ammirazione, da chi con sbigottimento, da chi con devozione; poichè, fra tanti altri programmi, dicea venire a convertire gl’increduli e rialzare il cattolicismo, e che a tal fine Iddio gli avea conferito il dono de’ miracoli e la visione beatifica, e realmente fece moltissime guarigioni, e n’ebbe benedizioni infinite. Servivasi per intermedio di fanciulli e bambine, colombe sue, che comunicavano cogli spiriti per mezzo d’una tazza: e per tre anni vi fu festeggiato, riverito, benedetto. Raccomandato dai signori di Segur, di Miromesnil, di Vergennes, visitò Bordeaux e Lione, finchè si credette famoso quanto bastasse per affrontare la pubblicità della gran Babilonia, e profittarvi della credulità de’ celebri increduli.

    son inferiori al Padre. Maria vergine è dea, concepita per opera divina; figlia del Padre, eguale in tutto al Figlio e incarnazione dello Spirito Santo; nata da vergine, ond’è detta gratia piena; è presente anch’essa nella Santa Eucaristia; e la chiamava Vergine sacratissima Dea, e da’ suoi sacerdoti faceva aggiungere all’ave e al canone della Messa Unispirata filia altissimi.
    Iddio volle che Lucifero adorasse Gesù e la sua madre con-dea; e avendo ricusato, precipitollo nell’abisso, e con lui molti angeli, mentre quelli che v’aderirono solo col desiderio volteggiano per le regioni dell’aria; per mezzo di questi Iddio creò la materia e gli animali bruti, mentre gli uomini hanno anima divina e ispirata. La creazione non fu atto di libera volontà, ma Dio vi si trovò costretto. I figli concetti nel peccato non possono cancellarne la sozzurra, e rimangono infetti non solo dalla colpa originale, ma anche dell’attuale. Se l’uomo crede, Dio è obbligato concedergli la Grazia.
    Dicendosi autorizzato da san Paolo a criticare san Pietro, molti errori dei libri santi emendava; correggeva e interpretava il pater: nel credo insegnava che Maria uscì dal grembo della divina essenza con anima deificata. Intitolava Ragionevoli od Evangelici i suoi discepoli, dai quali esigeva voti d’unione fraterna, di segreto inviolabile, d’obbedienza a Cristo e agli angeli, di fervente apostolato e di povertà, per la quale consegnavano a lui tutto il denaro; ed egli coll’imposizione nelle mani impartiva ad essi la missione divina. Dio ha riservato a questi tempi l’unione de’ fedeli acciocchè si manifestino le prerogative della divinissima Madre di Dio, eguale in tutto al Figlio.
    Ottenuto il trionfo, la Chiesa godrebbe pace per mille anni, e i soldati vincitori sarebbero raccolti in un Ordine monastico, vestiti di pelle bianca, con un collare di ferro portante il motto «Pecora schiava dell’agnello pastore». Tutto ciò eragli ispirato dal suo angelo, e lo sosteneva con testi scritturali adulterati; copriva gl’insegnamenti di arcano e formole iniziatrici, e tentò attuare la sua Chiesa alla morte di Innocenzo X, quando nei tre mesi di vacanza anche molti fra’ cardinali ordivano d’assicurare l’indipendenza italiana, spossessando la Spagna. Ma succeduto Ales-