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Pagina:Italiani illustri ritratti da Cesare Cantù Vol.2.djvu/18

10 illustri italiani

alle tenebre: vi furono ricevute persone d’ogni condizione, e dipendeva dalla loggia madre di Parigi, con cui teneasi in continua corrispondenza; ogni settimana se ne ricevea la parola d’ordine o di passo, e ogni anno vi si mandava un dono: come ogni anno per elezione si rinnovavano i gradi di Venerabile, Vigilante, Fratello terribile, Cerimoniere, Tesoriere, Limosiniere, Secretano, Grand’Esperto ossia Oratore. Il neofito era da un fratello in maschera introdotto nella camera delle riflessioni, parata a nero, illuminata da una candela di cera gialla, e con un tavolino, su cui un teschio. Il fratello terribile lo avvertiva di meditare seriamente, e rispondere a tre quesiti che davansegli in iscritto, concernenti i suoi doveri, e ai quali esso rispondea pure in iscritto: talvolta dovea far la sua confessione ad un finto frate. Il fratello in maschera portava poi queste risposte nella camera superiore, detta il tempio, e le presentava al Venerabile. Sceso, intimava al neofito di deporre oriuolo, spada, fibbie, ogni metallo, abbassar la calza della gamba sinistra, snudare la spalla e il braccio destro. Così ad occhi bendati era condotto nel tempio, dove inginocchiato al Venerabile, dichiarava il nome e le qualità sue e gl’intenti che lo moveano ad aggregarsi. Condotto in giro fra strani e spaventosi rumori, toccando i Vangeli e la spada d’onore giurava il secreto e cieca obbedienza. Levatagli la benda, trovavasi in mezzo a molti fratelli colle spade appuntate contro di lui, pronte a difenderlo se fedele, a ucciderlo se sleale. Allora riceveva l’abbraccio, il grembiule, i guanti; gli si insegnavano i toccamenti e le parole, e finivasi con un banchetto a spese del novizio. Altre cerimonie accompagnavano i gradi seguenti, sempre con teschi e cataletti e finti cadaveri. Alla domanda se obbedirebbe a qualunque comando ancorchè contrario alla religione e alla sovranità, uno esitò; e subito fu rassicurato che nè di religione nè di sovranità mai non trattavasi nella loggia.

La loggia dapprima fu indipendente, poi si fece instituire regolarmente dal Grand’Oriente di Francia: componeasi di francesi e tedeschi; n’era Venerabile un tal Bello; e s’affratellò a molte loggie, quali la Perfetta Eguaglianza di Liegi, l’Armonia di Malta, la Concordia di Milano, il Consiglio degli Eletti di Carcassona, il Patriotismo di Lione, la Perfetta Unione di Napoli. Sui suoi diplomi era disegnato a mano il triangolo inscritto nel circolo, e avente nel centro la lupa lattante.