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Pagina:Italiani illustri ritratti da Cesare Cantù Vol.2.djvu/148

138 illustri italiani

tornata 19 brumale anno VI (1797), faceva deporre una legge, per la quale era fondato l’Istituto Nazionale, fissandolo a Bologna, certamente per omaggio al titolo suo antico di Dotta.

Cadde quella repubblica, poi rivisse col titolo d’Italiana, ed ebbe una una nuova costituzione a’ 25 gennajo 1802, ove l’articolo 121 portava «un Istituto Nazionale, incaricato di raccogliere le scoperte e di perfezionare le scienze e le arti». Con decreto del Corpo Legislativo 17 agosto 1802, proclamato legge dal Governo ai 21 agosto, veniva messo in attività esso Istituto, con queste notevoli condizioni: Sarà diviso in tre sezioni, di scienze fisiche e matematiche, scienze monili e politiche, lettere ed arti belle: un terzo almeno dei membri sarà pensionato, e risederà nel Comune destinato all’Istituto: si raduneranno almeno una volta all’anno; ogni due mesi ciascun membro somministrerà una Memoria; v’è un secretario e un vicesecretario con retribuzione1 e con alloggio nella residenza dell’Istituto. Il primo console, con decreto 6 novembre 1802, nominava i primi 30 membri, su proposizione dei quali nominaronsi altri 30. La prima convocazione generale ebbe luogo il 24 maggio 1803; e il 15 gennajo 1804 si pubblicava il regolamento organico. La prima adunanza solenne si fece nell’archiginnasio di Bologna il 10 giugno 1804, con orazione inaugurale dello Stratico.

Buonaparte possedeva eminentemente la dote che più scarseggia a’ rivoluzionarj, quella di saper organizzare; e non avrebbe mai fatto. un’istituzione senza forza, nè lasciata figurare una forza senza attività. A questo concetto fu improntato anche l’Istituto Nazionale, il regolamento del quale affidò egli all’Oriani. L’articolo su riferito della legge che l’istituiva, prescriveva uffizj meno letterari che civili, meno teorici che pratici all’Istituto, destinandolo a «raccogliere le scoperte e perfezionare le arti e le scienze». Il regolamento ne specificava le incombenze, fra le quali era il dare premj, istituire esperimenti, pronunziare sul merito delle utili scoperte d’agricoltura e meccanica; preparar libri d’istruzione; elaborare le terne perula nomina dei professori delle Università, delle Accademie di Belle Arti e delle scuole speciali: proporre al Governo ciò che credesse utile al progresso degli studj, e al fine d’ogni anno un quadro dello stato generale dell’istruzione nella Repubblica (articolo 1). E fra i doveri del secretario metteva (articolo 32) il render conto dei libri, dei manoscritti, degli oggetti di storia naturale o di manifatture, macchine, invenzioni trasmesse all’Istituto, agevolando così la scelta dei membri, ai quali commetterne l’esame.

Gli accademici dovevano raccogliersi due volte il mese, oltre un’adunanza generale al chiudersi del corso scolastico delle Università: eleggevasi un direttore annuo delle adunanze: premj assegnavansi a chi risolvesse que-

  1. Il secretario L. 4000 di Milano; il vicesecretario L. 2500; i membri L. 1500. Il totale assegno dell’Istituto, compresivi i premj e la compra delle macchine, era di milanesi L. 70,000.