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Pagina:Italiani illustri ritratti da Cesare Cantù Vol.2.djvu/11


cagliostro 3

gerarchia di capi, nè venivano ammessi che dopo confessati e colla benedizione del vescovo. Dapprima i Franchimuratori non dirigevansi che a ciò, ma allorché furono distrutti i Templari, essi ne adottarono i riti e le credenze, che dai processi apparvero inchinare alle gnostiche e manichee.

Certo i muratori nel medioevo costituivano corporazioni, come quella de’ Magistri Comacini, ricordata ripetutamente nelle leggi longobarde; ma principalmente in Germania: fra esse tramandavansi arcanamente le regole migliori del fabbricare; e da questo traevano il nome, i gradi ed anche i simboli, ch’erano l’archipenzolo, la squadra, il martello, il grembiule, la cazzuola. Una riforma ebbero tali società nel capitolo generale che, il giorno di san Giovanni Battista del 1307, radunossi da Aumont e Harris fratelli militari, e da Pietro di Bologna fratello ecclesiastico.

Pretendesi abbiano contribuito alla Riforma religiosa, ma noi non ne trovammo indizio di sorta. Ben taluno asserì inventasse queste società il famoso antitrinitario Lelio Soccino a Venezia nel 1546; ma in contrario è noto che già nel 1535 pubblicossi una circolare a tutte le loggie, ove negavasi che loro scopo fosse vendicare Molay e ripristinare i Templari, nè introdur nuovi scismi; fin là aveano creduto bene tacere e celarsi, ma allora trovavano opportuno far pubblico l’antichissimo loro essere e l’intento loro, ch’è la vera morale impressa nei cuori, e difonder la felicità e il regno della luce; non avere altro di secreto che la beneficenza.

Senza discutere quanto v’abbia d’autentico in quelle pretensioni d’antichità, certo è che, durante la rivoluzione d’Inghilterra, i Franchimuratori presero altri assunti politici e religiosi; poi, fuori dell’isola si diffusero dopo il 1719, principalmente nella Germania, inclinata ai concetti mistici, e dove il culto limitandosi a prediche, facilmente si passa dai sistemi all’errore, dall’errore alle sètte. A Parigi la prima loggia fu aperta nel 1725, ove, abbandonato il carattere severo degli isolani, la massoneria si rese gaja e benevola. A tutti i Franchimuratori della nazione presedeva un Grand’Oriente: a ciascuna loggia un Venerabile, e sotto di lui il Vigilante; il Fratello terribile riceveva i neofiti, ai quali erano date le istruzioni dal Maestro delle cerimonie; il Grand’Esperto teneva i sermoni; un Tesoriere, un Elemosiniere, un Secretario aveano gli uffizj indicati dal loro nome. Nella camera dell’adunanza vedeansi quadri emblematici,