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Pagina:Italiani illustri ritratti da Cesare Cantù Vol.1.djvu/592

568 illustri italiani


A queste elezioni, come a tutte quelle di impieghi, bisogna che uno si offra candidato. Ecco una gran differenza dalle Costituzioni odierne, come pure queste lunghe intermittenze agli immorali parosismi delle elezioni, e le interminabili cure per impedir ogni prevaricazione.

Alle donne si accordano la possidenza stabile, la fiducia commerciale; perchè non accordar pure i diritti civili? L’educazione primitiva intellettuale e morale non si otterrà giammai felicemente, se non vi si faccia concorrere la donna.

«Principio d’ogni Governo civile è che al merito sia libera la via d’ascendere, e sien adoperate tutte le utili ambizioni» senza badare a partiti e opinioni. Nel Parlamento siedono uomini passionati; bisogna dunque che le passioni de’ rappresentanti della nazione sieno illuminate sui veri interessi di questa. Quindi è duopo vengano preparati; e perciò siano stabilite la pubblicità e la libertà delle cognizioni e delle discussioni.

A’ suoi tempi non era ancora la stampa divenuta il prevalente potere. Pure egli la proclama libera «senza altri limiti se non quelli della verità e del rispetto dovuto a ogni genere di proprietà; fra le quali proprietà la più preziosa è la giusta stima altrui, cioè l’onore.... Quegli sconsigliati che piaccionsi un’incondita libertà, non si lagnino poi dell’ipocrisia, delle menzogne, alle quali i ministri son costretti di ricorrere onde porsi al coperto dall’inerudita libertà....».

È ciò che si ripete da cinquant’anni.

Nel suo eccesso di creare uffizj, avreble voluto che il Governo avesse egli pure un organo che dicesse il vero, il solo vero; accertasse le prove dei fatti, e smentisse le menzogne anche ufficialmente; fosse l’appello pronunziato dalla verità imparziale contro la calunnia e la maldicenza degli emuli e de’ nemici: cómpito difficile, ma non più che tanti altri giudizj, a cui il potere si tiene obbligato; nella guerra civile costituita dalla stampa sconfinata, assumerebbe la veste di piacere: proteggerebbe, com’è dovere del Governo, l’onore del cittadino: colpirebbe di vergogna il detrattore e di beffardo, che usurpa le divise di libertà e di franchezza; e salverebbe il Governo dal dover fiaccamente assentire a qualche denigratore, che ebbe l’arte di far echeggiare e sue dicerie, e di fingerle pronunziati popolari.

Le due più singolari istituzioni della sua Costituzione sono il Protettorato e l’Istituto.