Apri il menu principale

Pagina:Italiani illustri ritratti da Cesare Cantù Vol.1.djvu/553


giandomenico romagnosi 529


Quali saranno tali mezzi?

L’istruzione, la polizia, i premj. Ma e se non bastassero? e se vi fosse un mal intenzionato? Lo minaccerò. Di che lo minaccerete? Dei pericoli che possono venirgli dall’altrui resistenza? o forte o scaltro gli eluderà o gli affronterà. Della riparazione? questa può farsi nelle cose materiali; ma in quelle inestimabili, nell’onore, nella vita? Non resta più dunque che la pena, la quale è un male inflitto, non pel piacere o per l’interesse d’uno o di molti; non per esperimento o per far impressione o per ottenere un bene ipotetico; ma è una retribuzione fatta dal giudice legittimo, con ponderazione e misura.

Se vi è uomo, vi è società; se società, vi è ordine; se ordine, convien conservarlo; per conservarlo, convien minacciare; perchè la minaccia non sia illusoria, dee potersi applicare; negate la penalità, e negherete la natura dell’uomo. Il bene stare, l’utilità pubblica, lo spavento del mal intenzionato, la correzione del delinquente ne vengono di conseguenza, non ne sono però nè la giustificazione nè la causa.

Nasce dunque la giustizia punitiva dal volere di Dio, che, facendo l’uomo socievole, gli preordinò un diritto, pel quale rendonsi giusti i mezzi di conservare la società. Essa giustizia valuta soltanto il male successo, non il contingibile; ha per carattere essenziale l’equa dispensazione del bene e del male, conforme alla legge morale, che mai non rende ben per male, nè viceversa; ha per fine di ristabilir l’ordine sociale scompigliato o leso: dunque non opera se non quando sia violato un dovere; opera pel solo utile della società; opera per via d’effetti naturali e nella misura legittima di questi effetti; e in conseguenza richiede che la pena sia intimamente giusta, che sia limitata quinci dall’imperfezione de’ suoi mezzi, quindi dall’utilità dell’azione sua per conservar l’ordine della società.

Convien dunque riportare la legale alla giustizia morale, la positiva all’assoluta, perocchè quella non è se non emanazione e compimento parziale e condizionato dell’altra: nè ponno effettuarsi queste condizioni senza ricorrere ad una religione positiva.

Il difetto del Romagnosi e de’sensisti consiste nel far predominare il pensiero politico, lasciando da banda il morale. Ma se il principio datovi dal Romagnosi non è abbastanza solido, eque e moderate deduzioni egli ne trasse; e le modificazioni onde egli l’ha

CantùIllustri italiani, vol. I. 34