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Pagina:Italiani illustri ritratti da Cesare Cantù Vol.1.djvu/508

484 illustri italiani

nasceva un errore, la Chiesa chiariva esso dogma, definiva, interrogando quel che le varie Chiese aveano tenuto sul punto controverso e definendo secondo era apparso allo Spirito Santo e ad essa.

I Giansenisti dicono: — Credo alla Chiesa quando mi propone unaveritù rivelata. Il Cattolico dice: — Tocca alla Chiesa pronunziare ciò ch’è rivelato; dogma è un articolo di dottrina che la Chiesa propone a credere rivelato1. In punti decisi dalla Chiesa bisogna prima esser cristiano, poi teologo; prima credere, poi esaminare; esaminare non per far dipendere la nostra fede da questo esame, ma per illustrare e difendere le decisioni della Chiesa2. I Giansenisti non si contentano di sapere quel che decide la Chiesa, ma se le decisioni sieno fondate sulla Scrittura e sulla tradizione: cioè se basti o no l’oracolo della Chiesa da sè. Quindi un limite all’autorità del papa, al suo primato d’onore e di giurisdizione: al credere che l’ortodossia è il papa, è Pietro, è Damaso, è Pio VI e Pio IX. Ma poichè volevano apparir devoti alla Chiesa nell’atto di impugnarne le decisioni, erano costretti avvolgersi in formule e restrizioni, e dichiarare il giansenismo una mera invenzione de’ loro avversarj3.

Uno de’ loro punti di dissenso dalla pratica universale de’ fedeli è la venerazione verso i santi e il culto a Maria, venuto, secondo essi, a tale esuberanza da derogare a quello dovuto a Cristo.

Certo gli stranieri che vengono ad ammirare il nostro cielo, le arti nostre, le nostre devozioni, allorchè vedono ad ogni crocicchio santi e madonne, e popolani prostrati a venerarle, e in collo e in petto immagini e scapolari; quando nella chiesa del tal santo, alla festa della tal Madonna farsi orazioni particolari, esporsene le ossa, baciarne le reliquie, possono scivolare nella credenza che noi vi prestiamo adorazione, che teniamo presenti i santi più che Dio, che il culto della sua madre ecclissi quello di Cristo.

Ma distinguiamo bene la fede dalla devozione. La fede importa l’obbligo di credere ciò che crede la Chiesa universale. Devozione è l’onore che si tributa agli oggetti della nostra fede. Possiamo cre-

  1. Ratum habemus quod a Deo traditum esse sanctæ matris Ecclesiæ auctoritas. comprobavit. Caiechis ex decreto Concilii tridentini ad parrochus, pag. 14.
  2. Bolgeni, L’Economia della fede.
  3. Nelle proposizioni di Pavia, si legge:
    «Hæresis janseniana est inane spectrum, calide confictum ab hostibus veritatis ad suos adversarios opprimendos».