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Pagina:Italiani illustri ritratti da Cesare Cantù Vol.1.djvu/476

452 illustri italiani


«Questa Chiesa si compone di tutti quelli che professano il nome di Cristo, e Cristiani si chiamano; onde tutte le Chiese particolari sono membri della Chiesa di Pietro, che è la romana. Questa è dunque madre di tutte le Chiese della cristianità, e tutte le sono sottoposte, come figlie alla madre. La romana assume cura di tutte le altre, può esigerne onore, rispetto, obbedienza1. Come madre, comanda a tutte le Chiese e a tutti i membri che loro appartengono, e tali sono imperadori, re, principi, arcivescovi, vescovi, abati e gli altri fedeli. In virtù della sua potenza può essa istituirli o deporli; conferisce ad essi il potere, non per gloria loro, ma per salute de’ più. Essi devono pertanto alla Chiesa umile obbedienza; e qualora si gettano nelle vie del peccato, questa santa madre è obbligata arrestarli e metterli su migliore sentiero, altrimenti sarebbe partecipe dei loro delitti2. Ma chiunque s’appoggia su questa tenera madre, e l’ama e l’ascolta e protegge, ne prova la tutela e la munificenza3.

«Qualunque resistenza incontri chi tiene in terra il posto di Gesù Cristo, deve lottare, star saldo e soffrire ad esempio di Cristo4. Dal capo devono partire la riforma e la rigenerazione; egli deve dichiarare la guerra al vizio, estirparlo, e gettare le fondamenta della pace del mondo; egli prestar mano forte ai perseguitati per la giustizia e per la verità. La persecuzione e la violenza non devono stornarlo; e poichè chi minaccia la Chiesa, e le fa violenza, e le cagiona amarezza, è figlio del demonio e non della Chiesa, essa deve sbandirlo e reciderlo dall’umana società5. Conviene dunque che la Chiesa rimanga indipendente, che tutti quelli che le appartengono sieno puri ed irreprensibili: compiere questa grand’opera è dovere del papa6.

Questi concetti di Gregorio raccogliamo dalle lettere sue scritte in tempi diversi; e il ridurli in fatto fu l’opera sua continua, portandovi un’intima convinzione, e quella franchezza e vigoria, che fa

  1. II, 1; IV, 28. Append. II, 15; II, 1; I, 24.
  2. I, 60; VIII, 21; II, 18, 32; VII, 4; VIII, 21; II, 1; V, 5; II, 5; III, 4; IV, 1 Append. I, 3, 4.
  3. I, 58; III, 11.
  4. IV, 24.
  5. IV, 28; V, 5; IX, 21; II, 1; VI, 1; VIII, 9; VI, 2; Append. II, 15; IV, 27; VI, 1.
  6. I, 70; II, 12; VIII, 5. Vedi Voigt, Hildebrand und sein Zeitalter. Parte II, cap. 5.