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Pagina:Italiani illustri ritratti da Cesare Cantù Vol.1.djvu/472

448 illustri italiani

degli apostoli, o inviare chi rendesse conto dell’amministrazione della diocesi; osservare le costituzioni e i mandati apostolici, nè alienare verun possesso della mensa se non consenziente il santo padre.

Resa al clero la potenza che trae dalla virtù, bisognava saldare l’indipendenza col toglier via la pietra dello scandalo, il diritto che i signori laici arrogavansi d’investire coll’anello e col pastorale i prelati; occasione di simonie e di elezioni indegne. — E che! la più miserabile femminetta può scegliersi lo sposo secondo le leggi del suo paese; e la sposa di Dio, quasi vile schiava, dee riceverlo di mano altrui?» Così esclamava Gregorio VII, e forte nella propria volontà e nel voto del popolo, al quale si appoggiò in ogni suo atto e dal quale trasse la forza portentosa di superare tanti ostacoli, proibì agli ecclesiastici di ricevere investitura di qualsiasi benefizio per mano di laico, pena la destituzione; e ai laici di darla, pena la scomunica.

La Chiesa non impone soltanto credenze teoriche, ma regola l’onestà degli atti: alla quale ampiezza di doveri ed efficacia di precetti fa bisogno di podestà temporale. Se le si tolga quanto ha di corporeo, troverassi ridotta ad atti interni, alle segrete contemplazioni, alle comunicazioni spirituali senza giurisdizione esterna; e mancandole i mezzi materiali che si connettono agli attributi essenziali, il sua dominio rimarrà ristretto alla coscienza.

Ma qui pure nascevano contrasti. Secondo il diritto politico, il capo dello Stato non premineva a’ suoi vassalli se non per la superiorità attribuitagli dall’infeudazione; laonde col togliere ai signori d’investire i prelati sottraevansi questi dalla loro dipendenza, e sottometteasi al pontefice forse un terzo dei poderi di tutta cristianità. Se poi la Chiesa rinunziasse ai beni e ai diritti pei quali davasi l’investitura, rimaneva spoglia d’ogni autorità temporale, e dipendente dai principi come oggi il clero protestante. Se al contrario, conservandoli, essa si esimesse dal chiedere ad ogni vacanza la conferma secolare, non solo diventava indipendente, ma sarebbesi dilatata in potenza fin a rendere vassalli i principi.

Non rifuggiva da siffatte conseguenze Gregorio, poichè, volendo rigenerare la società per via del cristianesimo, non credea potervi arrivare sinchè la sede romana non fosse levata di sopra dei troni. Ne veniva per diritta conseguenza il suo mescolarsi alle cose temporali e al go-