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Pagina:Italiani illustri ritratti da Cesare Cantù Vol.1.djvu/34

14 illustri italiani

via si dee tornare alla patria; e se per niun’altra si può, io non entrerò mai in Firenze. Forse non vedrò io da qual sia luogo gli specchi del sole e degli astri? non potrò io speculare dolcissime verità sotto qualsiasi cielo, senza arrendermi, spoglio di gloria, anzi con ignominia, al popolo fiorentino?» Il Boccaccio ce lo racconta nella vita di lui, e soggiunge che «veggendosi non poter ritornare, in tanto mutò l’animo, che niuno più fiero ghibellino ed a Guelfi avverso fu come lui. E quello di che io più mi vergogno in servigio della sua memoria, è che pubblichissima cosa è in Romagna, lui ogni fanciullo, ogni feminella, ragionando di parte e dannando la ghibellina, l’avrebbe a tanta insania mosso, che a gittar le pietre l’avrebbe condotto non avendo taciuto».1

Eppure egli stesso ripeteva quel che non mai fia ripetuto abbastanza agli Italiani; che il buono non dee prender guerra col buono finchè non siano riusciti a vincere i malvagi; che è follia il non abbandonare un cattivo partito per rispetto umano2.


VI.


Il dispetto verso i concittadini, l’aver dolorato delle miserie d’Italia, il conversare cogli artisti che gli davano esempio di nobili ardimenti, maturarono la vasta sua facoltà poetica; e amore, politica, teologia, sdegno gli dettarono la Divina Commedia.

Non rassegnandosi al diritto di persecuzione che i contemporanei si arrogano contro gli uomini di genio, ideò e compì un’epopea affatto differente dagli esempj classici, de’ quali aveva imperfetta notizia. L’Iliade espone vicende guerresche; l’Odissea, il vivere domestico de’ principotti greci; l’Eneide, la grandezza di Roma. Questa Roma stessa avea Dante veduta quando centinaia di migliaja di pellegrini vi accorrevano al giubileo del 1300, mossi tutti da un

  1. Di queste profonde convinzioni sì energicamente espresse dà pruova continua nel poema; e nel Convivio a proposito d’una proposizione filosofica, dice: — Col coltello, non con argomenti convien rispondere a chi così parla.»

  2.                Digli che il buon col buon non prende guerra
                   Prima che co’ malvagi vincer prove:
                   Digli ch’è folle chi non si rimove,
                   Per tema di vergogna, da follia.
                                                                     Canzone.