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Pagina:Italiani illustri ritratti da Cesare Cantù Vol.1.djvu/337


napoleone 315


Pertanto, con faticosissime cure, si conchiuse col pontefice il Concordato, il quale ristabiliva la religione cattolica in Francia, e riconosceva i diritti della santa sede (1801), per quanto mutilati e ristretti; e la pasqua del 1802 i cannoni salutarono di nuovo una festa cristiana.

Non era un decreto del Buonaparte che risvegliasse le coscienze individuali, che rimettesse dall’incredulità alla preghiera. Ma che rider non ne fecero i Volteriani!1 Il generale Delmas disse a Buonaparte: — Fu una graziosa cappuccinata. Sol vi mancava un milione d’uomini, morti per distruggere quel che voi ricostruite». Ma Luciano Buonaparte nel presentare il Concordato al Corpo Legislativo esclamò: — Se si fosse anticipato di dieci anni, avrebbe risparmiato torrenti di sangue».

In fatti, tutto ciò che sussistette a lungo, fu, naturale, vero, utile a qualche cosa: ma ciò che rinasce è necessario. La risurrezione è indizio di divinità.


IX.


Scioltasi intanto la coalizione del Nord, assassinato Paolo di Russia, anche l’Inghilterra ad Amiens fe pace (1802, 9 febbrajo) colla Francia, che così mostravasi riconciliata col mondo civile. Sebbene perduta per sollevazione la colonia di San Domingo, Buonaparte vendesse anche la Luigiana, pure la Francia trovavasi in fulgida posizione; acquistato per confine il Reno, incorporatosi il Belgio, fatto suo porto Anversa, sua divisione militare il Piemonte, sua creatura il regno d’Etruria, suo satellite la Repubblica Italiana, suo connivente il regno di Napoli. Era difficile che le potenze rivali tollerassero tanti incrementi, nè che la Francia se n’accontentasse. Buonaparte poi sentiva il bisogno di nuova guerra per levarsi sublime; e ben presto la rompe coll’Inghilterra. Per vincerla avrebbe dovuto aver tutto il continente per sè: invece se lo rese tutto nemico, ed essa divenne protettrice del-

  1. Uno degli oppositori al ristabilimento della religione era Volney, il famoso autore delle Ruine, che morì senatore. Egli proponeva che invece di dogmi e culto positivi, si adottassero certe dottrine vaghe e astratte, ma il primo console saltò su: — Il popolo ha bisogno d’una credenza; e quando dico il popolo, credo non dir abbastanza. Io stesso (soggiungeva vigorosamente tendendo il braccio verso il sole levante) a questo spettacolo mi sento commosso, strascinato, convinto».