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Pagina:Italiani illustri ritratti da Cesare Cantù Vol.1.djvu/315


napoleone 293

al 6 febbrajo 1792. Avventatosi nelle idee allora inevitabili, massime ai giovani, scrivea articoli e opuscoli, il cui tenore può argomentarsi dalla firma che vi apponeva di Bruto Buonaparte.

Da principio egli era passionato per la sua Corsica e pel Paoli. Nel 1792 mandossi a tentare uno sbarco in Sardegna per disviare il Piemonte dall’invadere la Francia colle forze che concentrava nella Savoja e nel Nizzardo. L’ammiraglio Truguet ne fu incaricato con forze scarse, e il Paoli per secondarlo spedì alquanti volontarj côrsi sotto il comando di Buonaparte, venuto allora nell’isola natia per salutare i suoi parenti: ma la vigorosa resistenza de’ Sardi mandò a male la spedizione, che Buonaparte avrebbe voluta dimenticata da tutti, com’esso affettava di non accennarla mai.

Attaccatosi allora viepiù al Paoli, aspirava all’indipendenza della Corsica, sdegnoso di vederla sottoposta a stranieri «che ne aveano affogata la libertà in torrenti di sangue». Pure ambizioni più vaste fermentavano nel suo cervello. Quando la Convenzione citò il Paoli, Buonaparte scrisse per difenderlo: ma come quel generale gli confidò il pensiero di disobbedire, e staccarsi dalla Francia appoggiandosi all’Inghilterra, esso la ruppe seco, lo rimproverò, fuggì; onde l’assemblea generale côrsa (2 giugno 1793) dichiarò lui e la sua famiglia perturbatori del pubblico riposo. Pertanto, quando decretossi a Parigi una spedizione contro la Corsica, che erasi ribellata al giogo francese, fu affidata al Buonaparte (1794), ma egli non riuscì a prendere Ajaccio, difeso dai patrioti coll’appoggio degli Inglesi.

Anche Lione minacciava divenir capo del partito federale, che voleva scompor la Francia per sottrarla alla tirannica centralizzazione di Parigi: e il Buonaparte era ito a farne l’assedio sotto Kellerman (1793), poi nell’esercito del Varo a rincacciare oltr’Alpe i Piemontesi che davano mano ai federali, ed espugnare Saorgio nella contea di Nizza. All’assedio poi di Tolone, ch’era stata occupata dagli Inglesi, meritò il grado di capo battaglione e il comando dell’artiglieria.

Il giovane dovette esaltarsi alla grandiosità della campagna intrapresa dalla Francia contro l’Europa intera, col braccio d’eroi improvvisati e coi consigli dell’ancor giovane Carnot ministro della guerra, che alle teorie di Vauban per l’attacco e la difesa delle piazze ne sostituiva di nuove, consistenti dell’adoprare alternamente fuoco