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Pagina:Italiani illustri ritratti da Cesare Cantù Vol.1.djvu/298

278 illustri italiani

gente che combatteva contro le regole. In Inghilterra il popolo facea meeting e soscrizioni a vantaggio de’ Côrsi, i quali riprometteansi appoggi da quel Governo costituzionale e nemico di Francia; ma prevalse la paura della democrazia, e Pitt fece proibire ogni soccorso ai ribelli. Si! quei regnanti che compravano soldati tedeschi o svizzeri senz’affetto di patria nè religione di bandiera, per ammazzare chi essi designassero, intitolavano assassini e briganti quei Côrsi, che, colla fida carabina e con polvere e palle nel panciotto, s’attestavano tra le foreste, esercitando la guerra di bande. Sino i filosofi, increduli d’ogni entusiasmo, cambiavano il ringhio beffardo in applausi a quegli eroi; sino Voltaire, eterno laudatore dei grandi e forti, ebbe a dire che l’amor di patria, istinto naturale in tutti, ne’ Côrsi era fatto dover sacro e furore.

Molte migliaja di soldati e trenta milioni di lire costò alla Francia la campagna, dove l’eroismo e la disciplina combattevano colla disperazione e colla perfetta conoscenza de’ luoghi. Il ministro Choiseul, ostinatosi a riuscire, raddoppiò di sforzi; e gl’isolani, dopo la rotta di Pontenuovo (1769) e i tradimenti moltiplicatisi e le corruzioni introdotte dal profuso oro francese, e tante false promesse inglesi disperarono; e Paoli co’ suoi usci dall’isola.

Federico di Prussia chiamava Paoli il primo capitano d’Europa; e tal fu, se il merito si riponga nel risparmiar le vite, nel far valere i pochi mezzi, nell’accomodare l’arte ai luoghi, nel superare enormi difficoltà, nel cogliere ogni vantaggio che porga il nemico. Egli avea fatto di più, dando governo agli sfrenati, concordia agli odiantisi, abnegazione ai liberati, operosità agli inerti, forza a un dominio nuovo, prudenza alle passioni proprie e alle altrui, importanza europea a un isolotto; tramutate le fazioni in nazione; saputo comandare con rispetto, amar la patria con severità, convertire il puntiglio della vendetta in marchio d’infamia.

Sottrattosi a fatica entro una cassa, in Inghilterra fu onorato e festeggiato; e di là scriveva a tutte le Potenze le ragioni sue e della patria, e riceveane quelle assicurazioni, di cui sogliono largheggiare coi fuorusciti quei che sperano cavarne pro. Ricusava una pensione di cinquantamila lire dalla Francia monarchica, e senza le spavalderie de’ venturieri tranquillossi, non s’addormentò in Inghilterra. E potè scrivere di sè: — Succhiai col latte l’amor della patria: nacqui allorchè apertamente i suoi tiranni ne meditavano l’eccidio; all’esempio