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Pagina:Italiani illustri ritratti da Cesare Cantù Vol.1.djvu/232

212 illustri italiani

zavasi sopra il disco dell’astro notturno, gl’Indiani sgomentati corrono in folla ai bastimenti, pregano, scongiurano l’ammiraglio a far placare ad essi il suo Dio. Egli mostra quetarsi alle loro preghiere, e gli assicura d’aver calmata la divinità.

Questo artifizio rese l’abbondanza agli Spagnuoli rimastigli fedeli: ma i ribellati, ridotti all’estremo, presentansi armatamano, risoluti d’uccider Colombo e suo fratello Bartolomeo per pigliare le munizioni rimaste sui vascelli. Si dovette venire alle mani; gl’Indiani videro con isgomento il cozzo tremendo e sanguigno di questi Bianchi che credevano discesi dal cielo: la fortuna, fedele ancora al grand’uomo, gli diede la vittoria, talchè pose in catene i ribelli più ostinati, riservando il loro castigo alla giustizia dei re.

Per onore della specie umana vorrei poter tacere l’infame comporto del governatore d’Ispaniola, che, saputa da Mendez la desolante situazione de’ suoi compatrioti, li lasciò per nove mesi nella più crudele estremità, nè si decise a soccorrerli se non quando fu assicurato che la crudeltà sua non bastava per uccidere il grand’uomo.

Nel terzo viaggio egli avea toccato il continente americano: in questo approdò ai paesi più opulenti, ma senza avvedersene. Ai re scriveva: — Io compiva i diciott’anni quando venni a servizio delle Altezze Vostre, ed ora non ho più un capello in capo che non sia bianco. Sono malaticcio, ho speso quanto mi restava, e mi hanno tolto e venduto, a me come a’ miei fratelli, tutto, fino alla giubba: onde sono così all’asciutto, che non mi resterebbe una lira da dare per Dio. Isolato ne’ miei patimenti, infermo, aspettando dì per dì la morte, cinto da un milione di selvaggi pieni di crudeltà e nostri nemici, chiunque ha viscere di carità, chiunque ama il vero e la giustizia, pianga sopra di me!»

Sfuggito a un uragano che egli avea pronosticato, e che distrusse le navi cariche delle mal acquistate ricchezze che portavano in Ispagna Bobadilla e Rolando capo de’ ribelli1, toccò a Cuba. Messosi allora in cerca del suo Catai, s’ostinò a credere che lungo l’istmo di

  1. Colombo avea consigliato il governatore di non lasciar uscir la flotta: non gli diedero ascolto, e furono sobbissati, un sol legno piccolo campando, il quale portava il danaro di Colombo. Gli storici contemporanei videro in quest’evento una manifesta intervenzione della giustizia divina. Suo figlio Fernando accompagnò Colombo in quel viaggio.