Apri il menu principale

Pagina:Italiani illustri ritratti da Cesare Cantù Vol.1.djvu/231


cristoforo colombo 211

Io non penso mai senza lagrime all’isola Ispaniola e a Para.... Sebbene non muojano, sono agonizzanti, e la malattia è incurabile».

Poi epiloga i resi servigi e la loro ricompensa: — Le terre che obbediscono alle Altezze Vostre, sono più estese e più ricche di quelle di tutta insieme la cristianità; e dopo che per volontà divina io le aveva sottommesse alla vostra dominazione, quand’io aspettava navi per accorrere al vostro cospetto ed annunziarvi delle conquiste, fui arrestato e cacciato prigione con due miei fratelli, carico di catene, spogliato, maltrattato, senza che io fossi, non che convinto, neppur chiamato in giustizia».

L’eroica amicizia d’uno de’ suoi compagni, Diego Mendez, s’incaricò di far arrivare quella lettera in Ispagna. Mendez, che in tutto questo viaggio più fiate aveva salvato gli Spagnuoli con atti di coraggio inaudito, s’avventurò a traversare, sopra una piroga di selvaggio, uno stretto di quaranta leghe, malgrado le arie e le correnti contrarie, ed arrivò all’Ispaniola dopo aver visto morire di fame e di stenti molti fra gl’Indiani che l’accompagnavano. Senza questo sublime sacrifizio, forse l’Europa avrebbe ignorato gli ultimi casi di Colombo.

Ma il calice dell’umana ingratitudine non l’aveva egli ancora vuotato. Quel pugno di Spagnuoli, perduti al confine del mondo, abbandonati alla discrezione di popoli selvaggi che poteano colla fame sterminarli, non dovea la salute se non all’influenza che sui natii esercitava il suo capo; solo la unione potea proteggerli: eppure una frenesia di rivolta spargesi tra le loro file; alcuni furiosi vogliono scannare quel vecchio, obbligato al letto dall’ansietà e dagli inumani patimenti; ne è scampa dagli assassini se non per la fedeltà d’alcuni coraggiosi servitori. Ben tosto lo stuolo de’ rivoltosi si sparpagliò per l’isola, onde gli Indiani, irritati dalle atrocità che commettevano, ricusarono i viveri; talchè gli Spagnuoli più non poteano che pochi giorni ancora sopravvivere.

In tale estremo, Colombo convoca tutti i cassichi dell’isola, e domanda gli diano dei viveri. Ma essi prorompono in rimproveri: — Che viveri? in qual modo ci compensate della generosa nostra ospitalità?» e molti mostravano le membra mutilate, i pugni recisi dai feroci suoi compagni. — Or bene (esclama Colombo) il Dio ch’io servo, penserà a vendicarmi; e cominciando da sta sera, la luna vi negherà la luce». Sapeva egli che, quel giorno appunto, dovea succedere un eclissi. Al vedere quest’ombra, che lenta lenta avan-