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Pagina:Italiani illustri ritratti da Cesare Cantù Vol.1.djvu/22

2 illustri italiani

nulla si risolveva se non in sinodi e concistori, le cui decisioni non ebbero mai bisogno d’esser cambiate in alcun punto essenziale, perchè fondavansi sul vangelo e sulla morale eterna.

Al papa era attribuita la direzione suprema della Chiesa, e per conseguenza la missione di tutelare la fede minacciata, e a tal uopo manteneva l’unione tra i fedeli. Così potè effettuare le Crociate, l’epopea maggiore che la Cristianità tutta insieme assumesse per un’idea; e che valse a respingere dall’Europa la mezzaluna, cioè gli eunuchi, gli harem e la illimitata potestà d’un despota, che unisce il potere spirituale e il temporale nella bifida scimitarra. Impresa di convinzione popolare, impresa espiatrice, dove la nobiltà si trovò occupata, le plebi elevate, la fraternità diffusa, l’industria avvivata, cresciute le cognizioni con esempj e comunicazioni di civiltà, e a guerrieri baldanzosi data la disciplina di monaci.

Questo fermento di dissoluzione e di ricomposizione avveniva tra spaventose traversie, all’irrompere di orde barbariche non solo, ma d’intere popolazioni, le quali, dall’occidente asiatico o dal settentrione europeo avventatesi sulle nazioni civili, devastando a vicenda ed occupando i paesi e il nostro, spodestavano i natii, riducendoli a plebe senza diritti, su cui essi, col nome di feudatarj o baroni o nobili, carpirono i privilegi, il dominio, i possessi, e s’intitolarono nazione.

Accanto alla fede in un Dio solo creatore rimuneratore piantavasi dunque la forza, con quest’altro dogma, che dal possesso territoriale emani ogni potenza, ogni diritto, non v’abbia terra senza un signore, e il padrone abbia pure giurisdizione dove ha possesso. I due dogmi, nella Chiesa e nella feudalità, si svolsero in gerarchia. Al sommo dell’una è il papa, primo tra i vescovi; dell’altra il re, primo tra i capitani; in questo forza, comando, guerrieri; in quello esortazione, preghiera, convinzione. La Chiesa, fondata s’un’autorità soprumana e sulla fede del popolo, prevaleva, e alla monarchia concedeva la sua consacrazione. Oltre custode e dispensiera della verità, la Chiesa era dunque depositaria anche del potere, secondo l’oracolo Ogni podestà è da Dio: per lui regnano i re. Non si nominavano questi perchè nati da principi, ma perchè più meritevoli, e perchè ricevevano la consacrazione, nella quale impegnandosi ad obblighi speciali, sottintendeano l’obbligo generale di osservare la legge di Dio.

Ne seguì un’età, zotica d’atti, cruda di parole, stranamente inge-