Apri il menu principale

Pagina:Italiani illustri ritratti da Cesare Cantù Vol.1.djvu/217


cristoforo colombo 197

vide costretto a ritornare sui proprj passi, giacchè le navi, bucate dai tarli, faceano acqua d’ogni parte, e i marinaj erano spossati dalle fatiche. Tutto inteso all’ingrandimento del futuro suo regno, egli fece constare, con atto solenne firmato da tutto l’equipaggio, che Cuba era il continente, minacciando di pene chi il contrario dicesse1. Due giorni ch’ei si fosse avanzato, bastavano a disingannarlo, e a mutar direzione e intento alle sue scoperte.

Sempre assorto nelle sue illusioni, Colombo non sentiva il ruggito delle avide passioni; credere le istituzioni umane avessero il loro punto d’appoggio nel cielo, stava in contraddizione colla folla che conduceva; egli venendo per fondare, questa per distruggere; l’autorità ottenuta dal suo re parendogli incontestabile, pensò sistemare il suo governo giusta i principj d’una società di antica data; volle che la giustizia, basata sui diritti dell’uomo, incivilisse il nuovo mondo; idea che non era nei costumi nè nelle opinioni del suo secolo.

Nel primo viaggio, Cristoforo non mostra che sentimenti umanissimi, vuole si rispettino la proprietà e la libertà personale degl’Indiani; e quelli trasferiti in Ispagna furono rimandati, appena ottenuto il battesimo. Nel secondo va men riservato; riverente della giustizia e dell’umanità, crede potersi queste metter da banda quando si tratti d’eretici ed idolatri; intollerante, scrisse ai re non lasciassero fissarvisi se non buoni Cristiani, essendo scoperto il paese unicamente per la gloria del cristianesimo; molti Caraibi mandò prigionieri, e suggerì per salute delle anime di portarne il più possibile in Ispagna, cambiandoli con bestiame e viveri, e in una volta

  1. Fernando Perez di Luna, pubblico nodaro d’Haiti, il 12 giugno 1494 ricevette ordine dall’ammiraglio di recarsi sulle tre caravelle del secondo viaggio per domandare a ciascun uomo in presenza di testimonj se gli restava il minimo dubbio che questa terra (Cuba) non fosse la terraferma al principio delle Indie, e che da questa parte si potesse giungere in Spagna per terra: che se all’equipaggio restasse alcun dubbio, il notare invitava a deporlo, e a credere veramente che questa è la terraferma. Navarete, doc. n.° 75. Vi si aggiunsero le comminatorie. Nella lettera del luglio 1504, cioè alla fine dell’ultimo suo viaggio. Colombo scrive: — Il 13 maggio arrivai nella provincia di Mangy, limitrofa a quella del Catajo, Da Sigaro nella terra di Veragua non v’ha che dieci giornate per arrivare al Gange». Non conobbe dunque l’importanza della sua scoperta, e picciola parte indovinò della gloria immortale onde il circondò la posterità. Da quest’errore venne il nome d’Indie occidentali dajo all’America.