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Pagina:Italiani illustri ritratti da Cesare Cantù Vol.1.djvu/159


Cicerone 139

per la corona. Traduzione perduta; resta una breve prefazione, sotto il titolo De optimo genere oratorum. L’edizione principe è di Parigi, 1551.

Topica ad C. Trebatium — Veleggiando verso la Grecia l’anno 44 avanti Cristo, Cicerone compose a memoria questo trattato, e lo inviò al giureconsulto Trebazio da Reggio per fargli capire i Topici d’Aristotele. L’edizione principe credesi a Venezia circa il 1472.

8° ✠ Communes loci.

Rhetoricorum ad C. Herennium, libri IV). — Esame generale di tutta l’arte retorica, con precetti per lo studioso. Alquanti brani sono citati da san Girolamo, da Prisciano, da Rufino ed altri antichi grammatici, che l’attribuiscono a Cicerone: ma la sua autenticità fu rivocata in dubbio di buon’ora da Raffaele Regio ed Angelo Decembrio, e alcuni l’ascrissero a Quinto Cornificio, altri a Marcantonio Grifone. Vedasi la prefazione di Burmann alla edizione di Leida, 1761.

L’edizione principe fu stampata col De inventione sotto il titolo di Ciceronis Rhetorica nova et vetus da Nicolò Janssen, Venezia, 1470.


B. Filosofia politica.


De republica, libri VI. — Vuol determinare la miglior forma di governo, definire i doveri di tutti i membri del corpo politico, e quai principj di giustizia e moralità devano formar la base d’ogni sano sistema politico. Non si conoscevano che la conclusione e l’episodio Somnium Scipionis, quando nel 1822 Angelo Mai scoprì in un palimsesto della biblioteca Ambrosiana di Milano una parte, poi nella Vaticana il resto del I e II libro, e frammenti degli altri. L’edizione di Creuzer e Moser (Francoforte, 1826) è la più compiuta. L’opera di Tullio non regge al paragone con quella di Platone sullo stesso argomento, neppure informa appieno della costituzione romana, e per lo più copia. Vedi C. Wolf, Observ. crit. in M. Tull. Cic. orat. pro Scauro et pro Tullio, et librorum de Rep. fragm., 1824. — Zacharia, Staatswissenschaftliche Betracktunger über Ciceros neu auf gefunmdenes Werche vom Stadte (Heidelberg, 1823).

De legibus. — Tre dialoghi sulle sorgenti della giustizia e della virtù, con continue allegazioni delle antiche istituzioni di Roma. D’autenticità dubbia. La miglior edizione è quella di Goerenz (Lipsia, 1809). Di altri due trattati si trova qualche cenno.

•• De jure civili in artom redigendo.

4° (Epistola ad Cæsarem de ordinanda republica).