Pagina:Italia. Orazione detta la sera del 13 marzo del 1917 al Teatro Adriano in Roma.djvu/20


― 18 ―

e i giumenti furon posti allo stesso grado: il delitto continuo e la paura innalzarono i castelli.

Sistema feudale che della madre Germania è figlio prediletto. Anch’oggi voi lo vedete, se pur mascherato e mutato dai tempi, essere la promessa della pace che gl’imperatori delusi promettono all'Europa e vorrebbero regalare al mondo.

Dono sostanziale della madre Germania che deve aiutarmi a far meglio intendere quello che ho chiamato e chiamerò ancora: dono della madre Italia.

Dono della madre Italia che è dono di umanità e che se recato dai prigionieri dette frutti bellissimi che non sono naturalmente riconosciuti dagli occhialuti satiri della scienza tedesca, rimasto in Italia in soggezione stette, non più nelle istituzioni di Roma, ma, rifugiato nel popolo oppresso, là dove il cristianesimo lo purificava ancor più, preparando l’ora del suo risveglio agli albori della portentosa e mistica Rinascita; che fu il nuovo pane spirituale al quale la patria nostra affidò la propria sostanza, perchè dicesse al mondo: Io vivo ancora e sono così nutriente.

Preparato lungamente dalla sofferenza sorge nel popolo il più bel fiore di gentilezza: la Carità!

Il suo interprete, il poverello d’Assisi precorrendo tutta l’arte novella cantava la rivolta dell’amore fra le creature, contro la barbarie antica:

Amor di caritade
perchè m'hai sì ferito?
........
Aggio perduto core e senno tutto,
voglia, e piacere, e tutto sentimento:
ogni bellezza mi par fango brutto,
delizie con ricchezze perdimento.
Un arbore d’amore con gran frutto,
in cor piantato mi dà pascimento.