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Dalle Ceneri di Suasa Corinalto hebbe i natali. Suaso dall’amore della propria Patria il Padre Maestro Frà Vincenzo Maria Cimarelli, Inquisitor di Gubbio, si pose à fabricar Istoria sù le cadute dell’una, e ne’ i sorgimenti dell’altro; e con si grande efficacia di elocutione spiegò gl’incendij della prima, che riscaldò l’Autore à celebrare in questo Sonetto l’Autore di si maestose maraviglie.



L’Augel, cui solo al Mondo il Mondo ammira
Vago era homai di rinovarsi gli anni;
     Onde per far la Pira in Rogo; i vanni
     Batteva al Sol sù l’odorata Pira.
E mentre il Tempo reo, la Morte dira
     A lui stavan tessendo ardenti affanni
     Una penna gli cadde: e questa à i danni
     De l’un s’oppose, e in un de l’altra à l’ira.
Cadde ne la tua man VINCENTIO; e scrivi
     Tu de l’arsa Suasa il duro Annale
     Hoggi con essa, e i nomi estinti avvivi.
E che la Penna tua sia penna tale,
     Qual più vivo segnal puoi darne à i Vivi?
     Nel Cenere ella hor fassi anco immortale.