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L’ho riveduta oggi dopo tre anni di lontananza. L’ho riveduta accompagnata da i suoi figliuolini e dal suo sposo.

Era pallidissima e abbattuta; — Ne richiesi premurosamente la cagione, ed essa prendendomi la mano e tirandomi alquanto in disparte, mi sussurro all’orecchio queste parole:

— «Amica mia! Io ho amato molto ma ho saputo soffocare in cuore, e con incredibili torture un affetto infelicissimo e grande — Ho sofferto tremendamente — ma che importa? Oggi mi sento forte, e posso senza arrossire sostener lo sguardo di mio marito.

Dalla mia lunga ed interna guerra ho ereditato questo pallore che se mi rende men bella agli occhi degli uomini, mi fa tanto più cara a quelli della mia coscienza....

Io ho quasi dimenticato.» —

Dio premi tanta virtù, povera Elisa!