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IL FANTASIMA SPOSO.

In sulla sommità d’una delle alture dell’Odenwald, deserto e romantico tratto della Germania superiore che giace non lungi dalla confluenza del Meno e del Reno, stava, molti e molti anni or sono, il castello del Barone Von Landshort, caduto di presente in totale ruina e quasi sepolto fra melanconici faggi ed abeti, al di sopra de’ quali può peraltro vedersi ancora l’antica sua torre, o specola piuttosto, che si sforza, come quel primiero suo possessore, di portar alta la testa, biecamente guatando la sottoposta contrada.

Era il barone un ultimo rampollo della gran famiglia di Katzenellenbogen, e redato aveva, con le reliquie dei possedimenti, tutto l’orgoglio de’ suoi antenati. Avvegnachè le marziali inclinazioni de’ suoi predecessori avessero di molto diminuito le sostanze patrimoniali, il barone nulla ostante ancor procurava di sostenere qualche apparenza dell’antica grandezza. I tempi erano pacifici, ed i nobili della Germania, in generale, abbandonato avevano gl’incomodi loro antichi castelli, confitti, come i nidi dell’aquila, in mezzo alle montagne, fabbricando più convenevoli soggiorni nelle vallate: ma il barone pur rimaneasi alteramente ristretto nella picciola sua fortezza, careggiando, con ereditaria ostinazione, le nimicizie dell’antichissima famiglia, di maniera che si trovava a mali termini con taluni de’ più prossimi suoi vicini, a ragione di contese insorte tra i loro bisavi e tritavi.

Non aveva il barone che una sola figliuola; ma natura quando non concede che un’unica prole, sempremai ne compensa facendone un prodigio; e tale in fatti si era la figlia del barone. Tutte le balie e le comari e le cugine del

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