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70 capitolo iv

masero là dove Moncastro aveva rappresentato per secoli intieri libero commercio, ricchezza e civiltà.

9. Da parte della cristianità, Stefano ebbe scarsa consolazione per questa sua perdita. Nel 1497 entrava in Moldavia il rè polacco Giovanni-Alberto, che prometteva il suo soccorso per la ripresa dei due porti. Ma, invece di andar contro i Turchi della nuova provincia danubiana, intraprese l’assedio di Suceava, sperando poter conquistar pel fratello Sigismondo l’intiera Moldavia. La fortezza resistette alcune settimane, e la mediazione ungherese, di rè Vladislao, fratello di Giovanni Alberto, pareva aver messo fine all’ empia guerra. Quando i Polacchi ruppero le condizioni del tratato e, prendendo altra via per ritornarsene, devastarono il paese, Stefano punì questa trasgressione col massacro dei nemici nei boschi di Cozmin (26 ottobre). Negli ultimi anni del suo regno sorsero nuove ostilità contro la Polonia per via della provincia di Pocuzia, coi castelli di Sniatyn e Colomèa, che Stefano pretendeva annettere, essendo esse già da lungo tempo impegnate per una somma di denaro imprestata da Alessandro-il-Buono.

10. Le relazioni già cominciate colle città italiane furono proseguite anche dopo ’l 1484. Nel febbraio del 1501 Rinaldo ed Antonio venivano a Venezia per comprar «panni d’oro» e cercar un medico «tra gli