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158 capitolo vii


non potè nemeno cominciar l’opera di riforme promessa al paese. I proprietari si dimostrarono ribelli ad ogni tentativo di conceder al contadino il possesso, contro danaro contante, di un pezzo di quella terra che lavoravano ed avevano sempre lavorata. La propaganda in campagna non trovò nissun eco e provocò torbidi che il pacifico Eliad ed altri membri del Governo non potevano approvare. La voce corsa che i Russi, chiamati da Sturza, si avvicinassero alla frontiera fece fugir vergognosamente tutti questi revoluzionari.

I Russi non venivano ancora, ma la diplomazia dello Zaro domandò ed ottenne un’intervento turco. Il Governo provisorio dovette ritirarsi per confidar l’autorità a una reggenza, in cui si trovava Eliad, il generale Tell ed un’altro generale, della stessa origine, Nicolò Golescu. I Turchi entrarono in Bucarest ed ebbero, accidentalmente, un sanguinoso conflitto coi pompieri rumeni che gli erano andati incontro per ricevergli. Il ricco boiaro Costantino Cantacuzino fu nominato Caimacamo, ed in breve il nuovo principe, fratello del Bibescu, ma che portava il nome del padre adottivo, Barbu Ştirbeiu, cominciò a regnare. La convenzione russo-turca di Balta-Liman stabilì l’occupazione dei principati con truppe della Potenza suzerana e di quella protettrice e fissò a soli sette anni la durata dei regni; le «Adunanze generali» furono sostituite da «Divani (Consigli) adhoc» con attribuzioni inferiori. In Moldavia Gregorio Ghica, natura nobile e pronta a far ogni sacrifizio per assicurar l’avvenire