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CAPITOLO UNDICESIMO.

Un mistero svelato.



BBenchè la mattinata fosse assai frigida, piovigginosa, pure la via del Senato, il cortile del palazzo Elvetico e la vasta Sala della Corte d’Assise, ove già seguivano le solennità scolastiche dei Collegio Elvetico, erano straordinariamente affollate di gente avida di assistere al dibattimento della bella guantaia, la quale malgrado il suo delitto, si era acquistata una simpatia generale.

L’accusata comparve dinanzi alla Corte, vestita di nero, col velo tradizionale, sotto cui spiccava la sua faccia bianca, illuminata dai grandi occhi azzurri, nei quali eravi un’espressione di sofferenza, di stanchezza, da non potersi dimenticare.

Ella teneva alta la testa, ma quell’apparenza di orgoglio era temperata da un mesto sorriso, che sembrava riflettere i dolori dell’anima.